Gallico ricorda Antonino Caridi: un vicolo sul mare porta il suo nome

Autore Redazione Web | sab, 18 apr 2026 17:54 | Gallico Antonino-Caridi Via

Vittima di una delle più gravi tragedie marittime della Seconda Guerra Mondiale 

A Gallico Marina un nuovo segno di memoria e identità si affaccia sul mare. Si è svolta nei giorni scorsi la cerimonia ufficiale di intitolazione di un vicolo che incrocia il Lungomare “De Grazia”, nei pressi dell’ingresso del Lido “Mimmo”, dedicato ad Antonino Caridi, figura esemplare del territorio e vittima di una delle più gravi tragedie marittime della Seconda guerra mondiale.

A rappresentare l’Amministrazione comunale è stato il consigliere Giuseppe Giordano, che ha sottolineato il valore simbolico dell’iniziativa: «Un nostro concittadino, caduto in guerra. Una intitolazione che segna una tappa significativa di un percorso che in queste settimane ci ha visti impegnati nella restituzione della dignità collettiva a luoghi, vie e vicoli, espressione viva di una comunità che intende proseguire con determinazione nel proprio cammino».

Un ricordo che non è solo commemorazione, ma anche un atto di valorizzazione della storia locale. «Caridi ha onorato la generosità del popolo gallicese e una straordinaria umanità – ha aggiunto Giordano –. La storia di Gallico ha una grande dignità, con momenti di prestigio che meritano di essere recuperati e valorizzati». Un ringraziamento è stato rivolto anche al lavoro della Commissione toponomastica e all’impegno di Mimmo Mazzù per il contributo dato al percorso di rigenerazione urbana.

L’intitolazione si inserisce infatti in un più ampio progetto di riqualificazione del territorio, che riguarda il borgo marinaro Cecilia e il lungomare, per un investimento complessivo di circa cinque milioni e mezzo di euro, destinato a lasciare segni concreti alla conclusione del mandato amministrativo.

Antonino Caridi nacque a Gallico Marina il 27 maggio 1905. Dopo la laurea in Medicina conseguita all’Università di Roma, esercitò la professione a Udine, per poi intraprendere la carriera militare come sottotenente medico. Fu destinato in Africa, dove ricoprì l’incarico di Direttore del reparto maternità dell’ospedale di Asmara, in Eritrea.

La sua vita si interruppe tragicamente il 28 novembre 1942, in seguito all’affondamento del piroscafo “Nova Scotia” nel Canale del Mozambico, silurato da un sommergibile tedesco. A bordo della nave, utilizzata per il trasporto di prigionieri italiani provenienti dall’Eritrea, morirono oltre mille persone, tra cui circa 650 italiani. Una delle pagine più drammatiche della storia marittima del secondo conflitto mondiale.

Con questa intitolazione, Gallico restituisce memoria a uno dei suoi figli, trasformando un luogo quotidiano in un simbolo vivo di storia, sacrificio e appartenenza.

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