Dopo l’attentato al medico Aldo Ingegnere, l’Associazione di Base dei Consumatori accende i riflettori su appropriatezza prescrittiva
L’Associazione di Base dei Consumatori (A.Ba.Co.) si unisce alla lotta del personale sanitario contro l’intimidazione avvenuta a Rosarno nei confronti del Medico di Base Aldo Ingegnere. L’attentato incendiario subìto all’ingresso del proprio ambulatorio mi na la serenità personale e familiare, la serenità professionale nello svolgere la propria professione con dedizione e passione e soprattutto la serenità dei pazienti.
Riteniamo che la Sanità Pubblica sia sotto attacco da più fronti ma, da come percepiamo dall’intervista rilasciata al Tg3 regionale calabrese dalla Dott.ssa Marina Macrì, già colpita da un atto vandalico qualche mese fa, la situazione non può essere semplicemente letta come una tensione fra medico e paziente . La crescente esasperazione sociale nasce invece dalla difficoltà concreta di accesso alle cure, che i cittadini percepiscono come abbandono.
Noi di ABACO riteniamo che tra le cause ci sia la cosiddetta appropriatezza prescrittiva : con la scusa del contenimento della spesa si limita la possibilità di prescrivere cure necessarie . Probabilmente ancora i pazienti non sono a conoscenza che i farmaci devono essere accompagnati da una nota AIFA che stabilisce per quali patologie e con quali parametri può essere prescritto un farmaco. Al di fuori di tali criteri il farmaco è a pagamento, anche se indispensabili per i pazienti anziani e cronici.
Senza tener conto che la iper - prescrizione non ha parametri stabiliti né che i medici di base non hanno un tetto di spesa prestabilito. È evidente che ci troviamo di fronte ad una nuova manovra di tagli sostanziali alla sanità nonostante i LEA dovrebbero e ssere garantiti in tutto il territorio nazionale, qui in Calabria, non c’è traccia nemmeno della garanzia delle prestazioni essenziali.
L’appropriatezza prescrittiva solleva un muro sempre più invalicabile non solo semplicemente nella comunicazione fra medico e paziente ma principalmente nel poter prescrivere farmaci necessari per la propria salute.
Questo sistema paralizza l’accesso alla cura della propria salute favorendo il ricorso al privato e alle assicurazioni. Così i medici di base calabresi si sono visti recapitare multe per aver deciso in scienza e coscienza di curare i loro cittadini senza tener conto dei bilanci regionali. Se abiti in Calabria non puoi avere dei farmaci che in altre regioni hai perché le l inee guida della appropriatezza descrittiva seguono linee guida vincolate alla spesa regionale.
La riduzione delle prestazioni sanitarie e dell’erogazione dei farmaci trasformano i medici in esecutori materiali delle politiche sanitarie e finanziarie sia della regione Calabria ma anche del Governo, collocando le prescrizioni sanitarie a un modello amministrativo che semplicemente protegge e amplifica le prestazioni private ostacolando, questo il paradosso, il diritto alla cura nella sanità pubblica.
Il commissariamento della sanità calabrese ha creato un disastro: Tagli corposi alle strutture sanitarie, turn-over mai iniziato del personale medico e infermieristico, liste d’attesa paralizzate anche perché inesistenti i medici specializzati, 1200 posti letto in meno su un numero che già era insufficiente, pronto soccorso al collasso, 18 ospedali chiusi nelle zone montane e periferiche lasciate sprovviste di punti di primo soccorso in un territorio dove fare anche 10 chilometri diventa una corsa alla sopr avvivenza.
Ma oggi, la fine del commissariamento è solo un passaggio formale ma non certo sufficiente a risolvere una situazione così drammatica.
Adesso dobbiamo puntare alla fine dello stato di emergenza della rete ospedaliera e rielaborazione della stessa in base a esigenze epidemiologiche, sociali e geografiche, rafforzando il sistema pubblico e contrastando ulteriori processi di privatizzazione della sanità.
Riteniamo che i cittadini debbano dotarsi di strumenti concreti per difendersi da questa deriva. Per questo vogliamo rilanciare una fase di confronto pubblico e di tutela sul diritto alla salute. Diamo appuntamento al 10 maggio a Reggio Calabria, al conveg no che stiamo organizzando sull’appropriatezza prescrittiva e sull’accesso alle cure per i cittadini calabresi.