Gioia Tauro, assolto il lavoratore portuale Santo Rottura: “Il fatto non sussiste”

Autore Redazione Web | mar, 07 apr 2026 11:39 | Gioia-Tauro Licenziamento

Il Tribunale di Palmi ha già riconosciuto l’illegittimità del licenziamento in entrambe le fasi del rito Fornero

Si chiude con un’assoluzione piena la vicenda giudiziaria che ha coinvolto Santo Rottura, lavoratore portuale di Gioia Tauro e delegato della Filt CGIL. Dopo anni di procedimenti, il giudice ha pronunciato la formula più ampia prevista dall’ordinamento: “perché il fatto non sussiste”, facendo cadere definitivamente le accuse di truffa e falso.

La vicenda trae origine da un infortunio sul lavoro avvenuto nel 2019 mentre Rottura svolgeva le sue mansioni di rizzatore all’interno del porto. L’evento era stato riconosciuto e indennizzato dall’INAIL, sulla base di accertamenti medici e specialistici che avevano certificato una condizione di inabilità temporanea.

Nonostante ciò, la società Sea Work Service s.r.l. aveva prima disposto il licenziamento del lavoratore e successivamente presentato querela, ipotizzando una simulazione dell’infortunio e una violazione del rapporto fiduciario.

Sul piano civile, il Tribunale di Palmi ha già riconosciuto l’illegittimità del licenziamento in entrambe le fasi del rito Fornero, disponendo la reintegrazione di Rottura nel posto di lavoro e condannando l’azienda al pagamento delle retribuzioni arretrate e dei contributi. Nella sentenza si evidenziava come le indagini investigative private non avessero dimostrato alcuna simulazione, ma soltanto attività quotidiane compatibili con il percorso di recupero.

Parallelamente, sul fronte penale, il lavoratore – assistito dagli avvocati Sabina Pizzuto e Caterina Prestileo – era chiamato a rispondere dell’accusa di aver prolungato artificiosamente lo stato di infortunio per ottenere benefici economici. Accuse che oggi sono state definitivamente smentite dalla sentenza di assoluzione.

Il pronunciamento stabilisce non solo l’assenza di prove, ma l’inesistenza stessa dei fatti contestati: nessuna truffa, nessun falso, nessun comportamento fraudolento.

La vicenda di Santo Rottura assume così un valore emblematico, restituendo piena dignità a un lavoratore che ha dovuto difendere, oltre al proprio posto di lavoro, anche la propria onorabilità personale e professionale.

Con questa decisione, la giustizia ristabilisce la verità e riafferma un principio fondamentale: la tutela della salute e della dignità dei lavoratori non può essere messa in discussione, ma deve essere garantita con responsabilità e rispetto.

Aggiornamenti e notizie