Iniziativa promossa dalla Commissione per l’uguaglianza dei diritti e le pari opportunità tra uomo e donna con studiosi e rappresentanti del territorio
"L'IA sta cambiando profondamente il nostro modo di vivere, di lavorare, di comunicare. È una trasformazione che apre grandi opportunità, ma che ci pone anche nuove responsabilità. Ogni innovazione deve sempre mettere al centro i diritti e la dignità della persona".
Lo ha detto il vicepresidente del Consiglio regionale, Giacomo Crinò, aprendo stamani, a palazzo Campanella, il convegno promosso dalla Commissione regionale per l'uguaglianza di diritti e le pari opportunità tra uomo e donna, in collaborazione con l'Ordine dei giornalisti della Calabria, sul tema "Intelligenza artificiale e società: analisi e prospettive".
Esperti, studiosi e rappresentanti delle istituzioni, hanno ragionato sui risvolti dell'uso dell'IA che condizionano la nostra vita, il nostro lavoro, cambiando profondamente il modo di comunicare.
"Questa iniziativa - ha spiegato in avvio dei lavori Zina Crocé, coordinatrice del gruppo di lavoro Comunicazione e cultura della Crpo - è stata pensata per far assumere alla nostra commissione un ruolo attivo circa l'uso critico e responsabile dell'IA. Su mia proposta la stessa commissione ha accettato di elaborare, dopo questo convegno, delle osservazioni da inviare al governo, che in base a quanto previsto dalla legge 132/2025, entro i primi 12 mesi dall'emanazione della stessa, dovrà emanare uno o più decreti legislativi per regolamentare l'utilizzo dei dati e degli algoritmi nell'addestramento dei sistemi di intelligenza artificiale".
Proprio gli algoritmi sono stati al centro dei numerosi interventi al convegno, nelle valutazioni che hanno riguardato diritti, opportunità e limiti di una tecnologia definita non neutrale.
"L'IA è la quarta rivoluzione industriale della nostra storia - ha detto la prof.ssa Antonella Fancello dell'Università di Sassari - Ha inaugurato una nuova era, ma prima della IA ci sono i dati e il vero potere dell'IA è di chi sceglie i dati, che non sono mai neutri".
Nel dibattito sono stati trattati anche i problemi di genere e si è discusso delle trasformazioni che l'intelligenza artificiale ha determinato nel mondo del giornalismo e dell'informazione, con il prof. Domenico Talia, dell'Unical, il presidente dell'Ordine dei giornalisti della Calabria, Giuseppe Soluri e il segretario nazionale Figec, Carlo Parisi che ha osservato come l'IA abbia avuto un impatto devastante nelle professioni intellettuali, ma che il problema, per tutti, resta quello di governare questo sistema.
"L'IA è un meccanismo che va gestito cum grano salis, cioè con la giusta intelligenza, e soprattutto i giusti dubbi - ha affermato Soluri - sapendo che è un meccanismo tecnologicamente avanzato che ha cambiato, sta cambiando e cambierà anche i meccanismi della vita delle persone, in tutti i loro effetti, ma che va utilizzato sempre partendo dal concetto che è l'essere umano che deve rimanere il dominus delle scelte e il dominus di quello che nella vita si fa".