Le esigenze operative sono state formalizzate lo scorso marzo con un accordo quadro tra Medcenter Container Terminal e l’Autorità portuale
Prosegue a ritmo sostenuto il progetto di elettrificazione delle banchine nel porto di Porto di Gioia Tauro, uno degli interventi strategici per rendere lo scalo sempre più sostenibile dal punto di vista ambientale. È stata infatti completata la realizzazione della prima cabina elettrica del sistema di cold ironing, un’infrastruttura chiave per consentire alle navi in ormeggio di collegarsi alla rete elettrica di terra e spegnere i generatori diesel di bordo.
L’intervento, dal valore di oltre 18,3 milioni di euro, è stato completato con ulteriori 10 milioni di euro destinati alla fornitura delle opere elettromeccaniche. Attualmente la struttura è in fase di prova e il primo collegamento di una nave container alla presa elettrica è previsto per il mese di aprile.
La cabina elettrica realizzata occupa una superficie di 728 metri quadrati e servirà ad alimentare tre prese elettriche mobili lungo 900 metri di banchine portuali attrezzate. In questo modo le navi portacontainer potranno collegarsi direttamente alla rete elettrica del porto durante la sosta, riducendo le emissioni e rispettando le normative europee sulla sostenibilità ambientale.
L’infrastruttura è particolarmente complessa: al suo interno sono installati tre convertitori, sei trasformatori e 24 quadri elettrici. Le tre prese mobili saranno omologate per una potenza complessiva di 7,5 megawatt, estendibile fino a 11 megawatt, con una copertura di circa 300 metri di banchina per ciascuna presa.
Il progetto rientra nella strategia dell’Autorità di Sistema Portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio, guidata dal presidente Paolo Piacenza, che punta alla riduzione dell’impatto ambientale delle attività portuali e alla progressiva eliminazione delle emissioni locali durante le operazioni di ormeggio.
«L’elettrificazione delle banchine del porto assicurerà una gestione futura dello scalo guidata da una visione sempre più sostenibile e allineata agli standard europei – ha dichiarato il presidente Piacenza –. Siamo a buon punto con la conclusione di questa prima fase. Trasformeremo il porto in una moderna infrastruttura portuale sostenibile, un modello innovativo di green port capace di rispondere alle sfide di ecosostenibilità imposte dall’Unione Europea al settore della logistica e dei trasporti».
L’elettrificazione delle banchine comporterà anche un significativo aumento del fabbisogno energetico dello scalo, con la necessità di ampliare la connessione alla rete di alta tensione per una domanda di potenza pari a 80 megawatt.
Parallelamente, la società Medcenter Container Terminal, che gestisce il terminal contenitori del porto, ha avviato un piano di sviluppo delle infrastrutture che prevede l’elettrificazione delle gru automatiche di piazzale (ASC) e il potenziamento delle gru elettriche di banchina (STS) utilizzate per le operazioni di carico e scarico dei container. Anche questo intervento richiederà ulteriori 80 megawatt di potenza.
Le esigenze operative sono state formalizzate lo scorso marzo con un accordo quadro tra Medcenter Container Terminal e l’Autorità portuale, che definisce responsabilità e impegni economici per lo sviluppo del progetto.
Nel complesso, il sistema di cold ironing punta a soddisfare entrambe le necessità attraverso l’ampliamento della connessione alla rete di alta tensione e la realizzazione di una nuova stazione elettrica di trasformazione AT/MT all’interno dell’area portuale. L’infrastruttura garantirà una fornitura complessiva di 160 megawatt, rappresentando un passaggio fondamentale verso la trasformazione del porto di Gioia Tauro in uno degli hub logistici più avanzati e sostenibili del Mediterraneo.