La denuncia del Circolo Culturale L'Agorà
Il silenzio sulla chiusura di alcuni dei principali presidi culturali cittadini, come la Biblioteca “Pietro De Nava” e l’Archivio Storico del Comune, sta sollevando preoccupazioni tra cittadini, associazioni e addetti ai lavori. Questi luoghi, essenziali per la conoscenza e la crescita culturale, rappresentano spazi aperti a tutti dove consultare libri, documenti e manoscritti senza barriere economiche: una conquista della democrazia che oggi rischia di essere compromessa.
Di seguito, la nota integrale del Circolo culturale l’Agorà:
Cosa c’è dietro l’imbarazzante silenzio relativo alla chiusura di alcuni dei presidi culturali presenti in Città, quali la Biblioteca “Pietro De Nava” e l’archivio storico del Comune di Reggio Calabria?
Ricordiamo prima a noi stessi che agli “altri” che i libri, per la loro importanza, sono beni essenziali, in quanto sono dispositivi primari di conoscenza e che i presidi culturali, quali biblioteche, archivi sono luoghi dove non si paga per leggere, consultare un documento, azioni queste che rappresentano una grande conquista della democrazia, dove tutti hanno diritto alla conoscenza.
Tali luoghi, come storicamente e statisticamente accertato, sono frequentati da studenti, ricercatori, ma anche da tutti coloro che hanno la necessità di consultare un libro o un determinato documento archivistico e non per ordine d’importanza di ospitare le varie realtà dell’associazionismo culturale presenti in Città.
Pertanto la chiusura, anche se al momento non definitiva, rappresenta una ferita nel corpo civile della Città, dove il cambiamento riguarda gli esseri viventi, le strutture architettoniche (ad esempio Piazza De Nava), mentre i libri, i documenti archivistici, rimangono presenti svolgendo l’azione di guardiani di aree indifese e nell’indifferenza generale, tranne alcune rare eccezioni, in buona sostanza classificate come “voci libere”. A tal proposito, una domanda – come dice qualcuno – sorge spontanea: cosa ne pensano in merito l’assessorato preposto con il suo rappresentante istituzionale, il mondo accademico e quello culturale?
A riguardo la chiusura dell’archivio storico comunale, ubicato nell’area Ce.Dir, vi è un comunicato datato marzo 2025 che recita: “temporaneamente chiuso l’archivio storico per interventi di messa in sicurezza”, tenuto conto – come riportato in diverse note – dell’assenza di impianti di climatizzazione. Nonostante i dovuti accorgimenti, ancora non è stata indicata una data precisa per la riapertura dell’Archivio Storico, che dipenderà dall’effettivo completamento delle opere necessarie.
Per quanto riguarda la Biblioteca “Pietro De Nava”, chiusa al pubblico per lavori di adeguamento degli impianti e l’avvio di un progetto innovativo che unirà tutela, restauro e tecnologia digitale inerente ad un progetto PNRR, secondo quanto riportato sui vari portali della cronaca locale, permetterebbe all’utenza di consultare online […] manoscritti, pergamene e documenti storici della città […].
Sempre nelle note informative a riguardo, il tema della chiusura della “De Nava” viene riportato che […] durante la chiusura della sede principale, la Biblioteca continua a garantire i propri servizi presso la Villetta De Nava, che funge da punto di riferimento provvisorio per consultazioni, prestiti e assistenza agli utenti […].
Da quanto riportato, ci si chiede come mai non si è pensato di programmare per tempo un programma, una soluzione di scelta a tale situazione emergenziale, in modo da poter usufruire di spazi temporanei con eventuali convenzioni con altre istituzioni o l’uso di immobili di proprietà dell’Amministrazione Comunale.
Quale percorso ha avuto la nota protocollo numero 170/2025, datata Roma 31 ottobre 2025, indirizzata al Sindaco Giuseppe Falcomatà da parte dell’Associazione Italiana Biblioteche (AIB), dove emergeva […] la propria preoccupazione per la chiusura della Biblioteca De Nava per i lavori di adeguamento alle norme di sicurezza. Indubbiamente tali lavori sono necessari, ma la chiusura di una struttura tanto importante per la città e difficilmente sostituibile non può non suscitare apprensione.
In particolare, ci rivolgiamo a Lei affinché il prezioso presidio culturale cittadino – con i suoi spazi, i suoi fondi, i suoi servizi – possa al più presto essere restituito all’intera comunità. Nel frattempo si chiede che vengano studiate tutte le possibilità per offrire almeno parzialmente i servizi bibliotecari svolti finora dalla Biblioteca De Nava in altri spazi della municipalità. I cittadini di Reggio Calabria necessitano di conoscere il momento di riapertura della loro biblioteca civica; la città non può rimanere senza la totalità dei servizi che questa ha finora erogato […].
Si vuole ricollegarsi alle sopra menzionate “voci libere” o se vogliamo “voci fuori dal coro”, che segnalano sia la chiusura al pubblico sia l’impossibilità di proseguire i propri incontri […]. A causa del protrarsi della chiusura della Biblioteca De Nava, il gruppo reggino di Nati per Leggere comunica che gli incontri di lettura con le famiglie ed i bambini da 0 a 6 anni non potranno riprendere […], come segnalato nell’ottobre dello scorso anno dalla menzionata Associazione “Nati per leggere”.
In ultimo ma non per ultimo: ma gli spazi sono chiusi per tutti? Tenuto conto che le attività di alcune associazioni proseguono nella location della villetta “De Nava”?