Euforia, divertimento e fuga dai problemi spingono sempre più adolescenti a bere
Euforia, divertimento, maggiore sicurezza, fuga dai problemi di vita quotidiana. Sono tra i motivi che spingono i giovani, nel 2024 solamente i minorenni sono 680mila, a bere alcol. Aumentare il numero dei bicchieri non è così difficile e i danni alla salute sono tanti. Dati 2024.
I ragazzi bevono più delle coetanee
I dati scattano anche una fotografia delle differenze di genere. Nel 2024, hanno consumato alcol e sono consumatori a rischio 650 mila under 18, Di questi, il17,5% sono maschi e il 15,5% femmine. Tra i 18 e i 24 anni, invece, beve il 75% dei ragazzi e il 68,5% delle ragazze.
I motivi principali per cui i ragazzi alzano il gomito
Ad essere più attirati dall’alcol sono i giovani con ansia e insicurezza nei confronti delle cosiddette sfide evolutive, come le relazioni sessuali, gli impegni scolastici oppure lavorativi, le relazioni sociali. In tutti questi casi, l’alcol diventa il mezzo per diventare più disinibiti, euforici, sicuri di sé. Ma, come per tutte le dipendenze, anche in questo caso man mano è necessario alzare le dosi per mantenere gli stessi effetti, con un desiderio di bere che diventa sempre più intenso e incontrollabile. L’alcol rappresenta l’esperienza proibita, in grado di scatenare effetti che inducono a continuare, soprattutto nella fascia più giovane, in cui si è più vulnerabili.
Cosa succede se si beve troppo
I programmi nelle scuole, ma anche sui social più frequentati dai giovani, servono anche a questo, ad aumentare la consapevolezza dei rischi e dei danni causati dall’alcol nell’organismo. Nel breve periodo infatti le bevande alcoliche possono danneggiare i neuroni dell’ippocampo, la zona del cervello deputata alla memoria. La prova? Sono sufficienti 8/9 mesi , cioè gli esagerati consumi di bevande alcoliche nel fine settimana, a provocare una riduzione del 10-20% delle capacità mnemoniche e di orientamento.
Questo tipo di modalità, inoltre, provoca un rischio elevato di intossicazione alcolica acuta, con il pericolo di coma etilico e di morte. Il consumo di alcol si “paga” anche alla lunga, con un incremento di problemi cardiovascolari ed epatici e di tumore.
Nessun consumo di alcol, di qualunque bevanda alcolica, può essere raccomandato in funzione della tossicità, cancerogenicità e capacità d’indurre dipendenza, ragioni sufficienti a determinare da anni l’esclusione di qualunque tipo. Problematica pesante da gestire nel miglio modo possibile per tutelare la condizione giovanile.
Filippo Pollifroni, presidente Don Milani