Dodici lauree e una passione senza fine: il record accademico del professore reggino Paolo Guido Barbaro

Autore Redazione Web | sab, 28 feb 2026 13:55 | Paolo-Guido-Barbaro Dodici-Lauree Reggio-Calabria Record

In due giorni conquista due 110 e lode tra Genova e Trieste, coronando un percorso iniziato nel 1993 e guidato dall’amore per la filosofia, la storia e l’insegnamento

Ha conseguito due lauree con il 110 e lode nell’arco di due giorni negli atenei di Genova e Trieste, raggiungendo l’importante traguardo di un totale di 12 titoli accademici realizzati dal 1993 ad oggi.

Il lusinghiero risultato è stato realizzato dal professore Paolo Guido Barbaro, 55 anni, di Reggio Calabria, docente di Storia e Filosofia presso il locale Liceo Scientifico “Alessandro Volta”. Il docente è inoltre, in possesso del Dottorato triennale di Pedagogia interculturale, conseguito nel 2006 presso l’Università degli Studi di Messina.

Delle 12 lauree prese, 3 sono state conseguite a partire dal 1993 con il vecchio ordinamento, le altre 7 sono state conseguite dal 2008 in poi. Queste in ordine le lauree: la prima è stata ottenuta presso l’ateneo di Messina, nelle facoltà di Scienze Politiche (1993, voto 101), seguita poi da quella in Filosofia (1997, voto 110) e infine, Scienze dell’educazione (2002, voto 110).

Dal 2008 in poi, ogni laurea è stata ottenuta con il voto di 110 e lode: presso l’Università di Catania ha conseguito la laurea nella facoltà di Storia contemporanea (2008); presso l’Università di Messina, laurea in Filosofia contemporanea (2016) e Scienze Storiche (2018); nell’ateneo di Catania, laurea in Scienze Filosofiche (2021); quindi, altre due lauree nel 2024, a marzo presso l’Università di Torino in Antropologia culturale ed etnologia, e a giugno, presso l’ateneo di Siena in Filosofia e Storia.

Il docente reggino ha privilegiato le università pubbliche, sottraendosi dal fare ricorso ad atenei privati o telematici; e gli oltre 160 esami sono stati tutti effettuati di presenza, superati con una media di voti tra 29 e 30. Solo nel 2020, il 20 aprile, durante il periodo di diffusione in Italia dell’epidemia di Covid, ha superato l’esame finale della facoltà di “Storia e cultura dei Paesi Mediterranei”, in collegamento con l’ateneo di Catania e davanti una commissione formata da docente collegati in remoto tra di loro.

A Genova, il 23 febbraio 2026 scorso, si è laureato con la votazione di 110 e lode, in Metodologie Filosofiche presentando una tesi sul filosofo Benedetto Croce “Filosofo, storico, politico, scrittore”.

A giudizio del professore Paolo Guido Barbaro “il filosofo Benedetto Croce, per riconoscimento unanime è stato uno dei maggiori intellettuali europei del Novecento. Dalla metà degli anni Venti alla fine del regime è stato la guida morale dell'antifascismo. Senza di lui, senza la sua strenua difesa della libertà, sarebbe stato più difficile, per il nostro Paese, mantenere viva la relazione con la grande cultura europea”.

A Trieste, il successivo 25 febbraio 2026 – con una nuova votazione di 110 e lode -, si è laureato in “Studi storici. Dall’antico al contemporaneo” con una tesi sulla “Politica, arte e sport come forme di resistenza nel Brasile della dittatura militare”. Nel lavoro di ricerca il professore reggino ha svolto un accurato focus su un protagonista indiscusso di questa vicenda, cioè Sócrates Brasileiro Sampaio de Souza Vieira de Oliveira: una figura – afferma Paolo Guido Barbaro – che “occupa una posizione peculiare nella storia del Brasile degli anni Ottanta, collocandosi all’incrocio tra sport, cultura politica e società civile. Calciatore di straordinario talento e al tempo stesso intellettuale atipico, Sócrates divenne uno dei protagonisti dell’esperienza della Democracia Corinthiana, un modello di autogestione interna nato all’interno della squadra del Corinthians che mise in discussione le tradizionali gerarchie del calcio professionistico. In un contesto ancora segnato dall’eredità autoritaria della dittatura militare, tale esperienza assunse un significato che travalicava la dimensione sportiva, configurandosi come pratica simbolica di partecipazione democratica”.

 “Tanta passione e curiosità mi hanno guidato nell’effettuare questo percorso accademico ricco di soddisfazioni” dichiara il professor Paolo Guido Barbaro il quale, per la propria formazione accademica umanistica e pedagogica, si è ispirato alla figura di “mio nonno materno, il professore Guido Miggiano, che a Reggio Calabria è stato un’eccellenza della cultura e del giornalismo”.

“Essere di esempio ai miei studenti è l’altro sentimento che mi guida nello svolgere questo percorso” - dichiara ancora il docente del Liceo Volta di Reggio Calabria - “in modo da ricevere il loro sostegno morale e affettivo come sprone fondamentale alla mia crescita professionale e pedagogica”. Nel liceo Volta “si è creato un ambiente armonico – dichiara ancora - “e il Dirigente e lo staff di docenti hanno sempre favorito il mio impegno di professore e studente universitario”.

Il professore Barbaro sottolinea come “con felicità, in questa lunga carriera accademica percorsa nei vari atenei italiani, ho avuto modo di stringere relazioni amicali oltre che professionali, con illustri docenti universitari tra i quali intendo citare Nuccio Amato, Giuseppe Giordano, Francesca Rizzo, Paola Ricci Sindoni, Salvatore Agresta, Concetta Sirna, i cugini Velleda e Mario Bolognari, Dino Palumbo, Concetto Martello, Stefano Moscadelli che è anche curatore dell’archivio di Fabrizio De Andrè; Stefania Palmisano, Giuseppe Trebbi e Paolo De Lucia”.

Aggiornamenti e notizie