Elicottero dei Vigili del Fuoco per trasportare Mogol da Sanremo a Roma, scoppia la polemica

Autore Redazione Web | ven, 27 feb 2026 11:39 | Usb Elicottero-Vigili-Del-Fuoco Mogol

USB annuncia la trasmissione della documentazione alla Procura regionale della Corte dei Conti

È polemica sull’utilizzo di un elicottero del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco per il trasporto del paroliere Giulio Rapetti Mogol e della consorte da Sanremo a Roma. A denunciare con fermezza l’accaduto è l’Unione Sindacale di Base (USB) dei Vigili del Fuoco, che richiama quanto pubblicato da Il Fatto Quotidiano e afferma di aver verificato la circostanza.

Secondo quanto riportato, il velivolo – in servizio presso il Reparto Volo di Genova – sarebbe stato impiegato per consentire la partecipazione dell’artista alla Festa del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, quale ospite del Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.

USB parla di “fatto gravissimo”, sottolineando come un mezzo di soccorso, finanziato con risorse pubbliche e destinato alla tutela della vita e della sicurezza dei cittadini, non possa essere utilizzato per finalità estranee alla missione istituzionale del Corpo. Il sindacato evidenzia inoltre i costi rilevanti di ogni ora di volo: carburante, manutenzione, impiego di personale altamente specializzato e usura del velivolo, con possibili ricadute sulla capacità operativa sul territorio.

“In un Corpo Nazionale segnato da carenze di organico, mezzi vetusti e sedi operative in condizioni critiche – si legge nella nota – l’eventuale utilizzo improprio di un velivolo operativo rappresenta un atto politicamente e moralmente inaccettabile”.

Per queste ragioni, USB annuncia la trasmissione della documentazione alla Procura regionale della Corte dei Conti, chiedendo l’apertura di un’indagine per verificare eventuali profili di danno erariale e responsabilità amministrative.

Ma la questione, secondo il sindacato, non sarebbe soltanto contabile. L’autorizzazione al volo, ritenuta riconducibile a scelte di natura politica e ministeriale, chiamerebbe in causa responsabilità ai massimi livelli istituzionali. USB invoca “conseguenze politiche chiare e non eludibili”, fino alla rimessione del mandato, qualora venissero accertate irregolarità.

“La trasparenza e il corretto utilizzo del denaro pubblico non sono una scelta, ma un obbligo inderogabile”, conclude il sindacato, annunciando che non arretrerà “di un passo” nella tutela dell’immagine e della dignità del Corpo, patrimonio dei cittadini.

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