Residenti e attività turistiche denunciano da anni rischi igienico-sanitari e chiedono interventi urgenti al Comune
Da anni, la via Lungomare Paolo Latella di Pellaro all’incrocio con via Cartisano, convive con un grave problema di riversamento degli scarichi fognari. Una situazione che, come denunciano i residenti, si ripete puntualmente a ogni pioggia abbondante: le condotte provenienti da via Cartisano vanno in pressione, i tombini saltano e le acque nere fuoriescono copiosamente, invadendo la sede stradale e finendo direttamente in mare.
Accade nel territorio comunale di Reggio Calabria, nel quartiere costiero di Pellaro, in un’area che dovrebbe rappresentare una delle cartoline del litorale reggino ma che, nei giorni di maltempo, si trasforma in un fiume maleodorante.
I cittadini parlano di un’emergenza che non è più episodica, bensì strutturale.
“Durante e dopo la caduta di pioggia – si legge in una delle lettere inviate agli enti competenti – nella strada scorrono fiumi di acqua piovana mescolata ad acque nere. Nei casi più gravi, il livello dell’acqua raggiunge l’altezza delle ruote delle automobili parcheggiate, impedendo ai residenti di uscire di casa e rendendo impossibile il transito dei veicoli".
Una condizione che, oltre al disagio, pone un serio problema di sicurezza: in presenza di anziani o persone con necessità sanitarie, l’impossibilità di accesso ai mezzi di soccorso può trasformarsi in un rischio concreto.
Anche nei giorni meno critici, spiegano i residenti, la convivenza con il problema è pesante. Le esalazioni nauseabonde provenienti dall’asfalto sono costanti, soprattutto dopo le piogge. Alla fuoriuscita dei liquami si accompagna la presenza di animali infestanti: non è raro, raccontano, imbattersi in ratti morti annegati e galleggianti lungo la carreggiata, con evidenti implicazioni igienico-sanitarie.
Nella lettera trasmessa agli uffici competenti si denuncia inoltre lo stato di incuria di alcuni lotti sul lato mare della stessa via, che avrebbero ristretto la carreggiata e favorito la proliferazione dei roditori, aggravando ulteriormente una situazione già critica sotto il profilo ambientale e della salute pubblica.
Nel corso degli anni sono state inoltrate numerose segnalazioni al Comune e agli uffici tecnici dei Lavori pubblici, rimaste – secondo quanto riferito – senza riscontro concreto. L’unico ente ad aver risposto formalmente alle PEC e ad aver effettuato un sopralluogo è stata l’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria, che avrebbe riconosciuto il potenziale rischio per la salute pubblica legato alla situazione, senza che però sia seguito un intervento risolutivo.
I residenti sottolineano come il problema persista “ormai da anni” e chiedono un’azione strutturale: adeguamento del tratto fognario interessato, manutenzione periodica degli impianti e degli scoli delle acque piovane, oltre a un controllo più stringente delle aree in stato di abbandono.
A rendere il quadro ancora più paradossale è la presenza, nello stesso tratto, di attività turistiche come un B&B e alcune case vacanza. Strutture che, in un contesto segnato da sversamenti fognari e cattivi odori, faticano a valorizzare un’area che per posizione e caratteristiche naturali potrebbe rappresentare un punto di forza della periferia sud della città.
“È una situazione non più sostenibile sotto il profilo igienico-sanitario, ambientale e della qualità della vita" - ribadiscono i cittadini, che annunciano di essere pronti, in assenza di interventi urgenti, a rivolgersi anche alla Procura della Repubblica per la tutela della salute pubblica e della sicurezza.
Intanto, a ogni nuova pioggia, il copione si ripete: la strada si allaga, i liquami invadono l’asfalto e il mare diventa il recapito finale di un problema che attende da troppo tempo una soluzione definitiva.