Il vicepresidente del Consiglio regionale chiede dunque una presa di posizione netta
È quanto afferma il vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria, Giuseppe Ranuccio, esponente del Partito Democratico, intervenendo nel dibattito sulle recenti iniziative del Governo nazionale in materia di autonomia differenziata.
Secondo Ranuccio, mentre alcune Regioni del Nord accelerano per trattenere competenze e risorse, «il governo regionale continua a non assumere una posizione chiara». Il vicepresidente ricorda inoltre che le forze di opposizione avevano presentato già nel 2024 una mozione per aprire un confronto in Consiglio regionale, «mai discussa», definendo la scelta della maggioranza «un fatto politico evidente».
«Su un tema così delicato – prosegue – non è più possibile restare nell’ambiguità. I calabresi hanno il diritto di sapere se il governo regionale intenda difendere la Calabria o piegarsi alla volontà della Lega, di Matteo Salvini e di Roberto Calderoli».
Per Ranuccio non si tratta di una battaglia ideologica, ma di una scelta che incide direttamente sui diritti e sulle opportunità dei cittadini. «La Calabria parte già da una condizione di svantaggio su sanità, infrastrutture e servizi. Una riforma costruita senza garanzie reali per il Mezzogiorno rischia di rendere strutturale il divario territoriale».
Il vicepresidente del Consiglio regionale chiede dunque una presa di posizione netta: «Il governo regionale dica con chiarezza da che parte sta: con la Calabria o con una riforma che accentua le distanze tra Nord e Sud. Non è più tempo di silenzi né di equilibrismi politici. Serve una posizione chiara del Consiglio regionale, perché su questo terreno si misura la capacità di difendere davvero gli interessi della nostra comunità».
Ranuccio conclude sottolineando la volontà di portare avanti «una grande battaglia politica e di dignità istituzionale», auspicando un confronto che coinvolga tutte le forze di minoranza e anche i partiti di maggioranza «liberi di esporsi a favore dei calabresi». «La Calabria – afferma – ha diritto agli stessi livelli di servizi, alle stesse opportunità e allo stesso rispetto riconosciuti in ogni altra parte d’Italia. E su questo non arretreremo di un passo».