Sciopero Nazionale del Personale Mobile: la battaglia per la sicurezza e i diritti dei ferrovieri

Autore Redazione Web | lun, 16 feb 2026 11:48 | Ferrovieri Macchinisti Italia Ferrovie Capitreno

Sciopero indetto a partire dalle 21:00 del 27 febbraio e fino alle 20:59 del 28 febbraio 2026

A partire dalle 21:00 del 27 febbraio e fino alle 20:59 del 28 febbraio 2026, macchinisti e capitreno dell'Assemblea Nazionale PdM/PdB hanno proclamato uno sciopero nazionale del personale mobile. Non si tratta solo di una battaglia salariale, ma di una mobilitazione che punta a garantire la sicurezza dei lavoratori e dei passeggeri, sollevando gravi preoccupazioni sullo stato attuale del trasporto ferroviario in Italia.

Le condizioni di lavoro, ormai da tempo insostenibili, sono al centro delle richieste. La denuncia riguarda turni di lavoro fino a 11 ore senza pause adeguate, la mancanza di locali idonei per le soste e la reale impossibilità di usufruire del pasto, il tutto aggravato dalla costante carenza di personale e dalla crescente insicurezza nelle stazioni e a bordo dei treni. La sicurezza, secondo i lavoratori, non può essere garantita con l'installazione di tornelli o altre misure spot, ma solo con una presenza attiva di ferrovieri e ferroviere sui treni e nelle stazioni, pronti a fronteggiare ogni emergenza.

A preoccupare particolarmente i lavoratori è la crescente scarsità di personale, che porta a ritardi continui, criticità nei servizi e, soprattutto, un'escalation di aggressioni nei confronti di chi lavora a bordo. La situazione è insostenibile, con turni che impediscono qualsiasi forma di recupero psicofisico, e con locali chiusi che negherebbero ai lavoratori il diritto al pasto durante le lunghe ore di servizio.

"I turni devono essere a misura d'uomo", dichiarano i rappresentanti dell'assemblea. "Chiediamo pause certe e locali idonei che permettano il recupero, non possiamo più accettare che la nostra salute e la nostra sicurezza vengano messe in secondo piano". La richiesta di più personale, dunque, non è solo una questione di numeri, ma una necessità per garantire il benessere e la sicurezza di chi lavora ogni giorno nel settore ferroviario, in un contesto che diventa sempre più difficile da sostenere.

Un altro nodo cruciale riguarda l'adeguamento delle competenze e il riconoscimento retributivo, che risulta da anni congelato nonostante l'aumento delle responsabilità quotidiane. "Le competenze specifiche del settore sono ferme da decenni, mentre le responsabilità non hanno fatto altro che aumentare", spiegano i lavoratori. Per questo motivo, l'assemblea chiede un intervento concreto delle Istituzioni, delle aziende e dei rappresentanti del settore che, ad oggi, sembrano sordi alle richieste reali dei lavoratori.

Il personale mobile è stanco di essere messo in secondo piano e considera inaccettabile che la sua sicurezza venga utilizzata come merce di scambio. Il messaggio è chiaro: "Non servono operazioni securitarie a spot, serve un cambiamento reale, che parta da una presenza più capillare di ferrovieri e ferroviere per garantire la sicurezza dei lavoratori e dei passeggeri".

In assenza di un miglioramento concreto delle condizioni di lavoro, i macchinisti e i capitreno continueranno la loro lotta per la sicurezza e il rispetto dei diritti. Una lotta che non è solo per il benessere dei lavoratori, ma anche per la qualità del servizio che ogni giorno viene offerto a chi viaggia sui treni. La salute e la sicurezza non possono più essere subordinate ai profitti aziendali, e la mobilitazione di febbraio sarà solo l'ennesimo capitolo di una battaglia che non conosce compromessi.

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