Daffinà: «Un punto di non ritorno». Lavori da completare in 280 giorni
Un altro passo avanti concreto sul fronte della depurazione in Calabria. Prosegue senza sosta l’azione del sub-commissario Tonino Daffinà che, tra il Pollino e lo Stretto e senza trascurare le aree interne, continua a trasformare finanziamenti e procedure in cantieri operativi, dopo anni di stallo.
Giornata particolarmente significativa per Motta San Giovanni, dove è arrivato il disco verde al cantiere per il completamento delle reti fognarie e la realizzazione del nuovo collettore a servizio dell’impianto di depurazione in località Oliveto. Un intervento strategico che punta a consentire anche a questo territorio di uscire dalla procedura d’infrazione europea 2014-2059.
L’iter dell’opera è stato seguito passo dopo passo dalla struttura sub-commissariale. Nel maggio 2025 è stato sottoscritto il contratto d’appalto; in estate è avvenuta la consegna del cantiere, seguita dalla complessa procedura di esproprio. Ora l’avvio effettivo dei lavori segna una svolta attesa da anni.
A presidiare il cantiere era presente il RUP Giulio Palma, incaricato dal sub-commissario Daffinà, che opera in stretta sinergia con il commissario nazionale Fabio Fatuzzo.
Le opere, per un importo complessivo di 5.207.643,18 euro, saranno realizzate dall’impresa Colombrita Srl, aggiudicataria della gara espletata tramite procedura negoziata con Invitalia Spa. Il tempo previsto per il completamento è di 280 giorni, poco più di nove mesi.
L’intervento interesserà non solo il centro di Motta San Giovanni, ma anche la frazione di Cambareri, con una strategia chiara: collettare tutti i reflui – a servizio di circa 3.500 abitanti equivalenti – al costituendo impianto di depurazione di Oliveto di Lazzaro.
Nel dettaglio, il progetto prevede la realizzazione di nuovi collettori fognari a gravità, salvo alcuni tratti in pressione in prossimità del centro storico, la costruzione di sei nuovi impianti di sollevamento e l’adeguamento di tre impianti esistenti.
Un risultato reso possibile grazie all’aggiornamento della progettazione originaria, redatta nel 2014 nell’ambito della procedura avviata dal Comune. Nel novembre 2024 il sub-commissario, oggi Soggetto Attuatore dell’intervento, ha approvato il progetto esecutivo aggiornato e adeguato dall’ingegnere Domenico Costantino, demandando a Invitalia lo svolgimento della procedura negoziata per l’affidamento dei lavori.
«Un nuovo cantiere che si apre rappresenta per questa struttura l’ennesima testimonianza che anche le situazioni più complesse possono essere portate a compimento – ha dichiarato Tonino Daffinà –. Per Motta San Giovanni è stata fondamentale la perfetta sinergia con l’amministrazione comunale, che ha evitato il rischio di impantanare una pratica estremamente complessa negli uffici periferici, spesso a corto di risorse umane».
L’avvio dei lavori, dopo la progettazione e le procedure di affidamento ed esproprio, segna dunque un punto di non ritorno per il territorio reggino e per gli altri centri coinvolti nella procedura d’infrazione comunitaria. L’obiettivo è chiaro: restituire alla Calabria la sua bellezza e quella purezza che, come sottolineato dallo stesso Daffinà, madre natura le ha donato.