Il 3 febbraio è una data che Reggio Calabria porta ancora nel cuore. A distanza di anni, il ricordo del professore Domenico Siclari resta vivido, doloroso e carico di significato. Un giovane studioso, un docente apprezzato, un uomo di cultura e umanità che il Covid-19 ha strappato troppo presto alla sua famiglia, ai suoi studenti e all’intera città.
Prorettore dell’Università per Stranieri “Dante Alighieri” di Reggio Calabria, Domenico Siclari si è arreso alla malattia a soli 37 anni, dopo settimane di lotta e un ricovero d’urgenza a Catanzaro. Una battaglia combattuta con discrezione e forza, come era nel suo stile, che purtroppo non ha avuto l’esito sperato.
Nato a Reggio Calabria nel 1984, Siclari aveva costruito il suo percorso umano e professionale con dedizione e rigore. Dopo gli studi all’Istituto tecnico commerciale Ferraris, si era laureato all’Università “Mediterranea” di Reggio Calabria, per poi conseguire il dottorato di ricerca in diritto pubblico all’Università “Tor Vergata” di Roma. Una carriera accademica brillante, costruita passo dopo passo, sempre con uno sguardo aperto al dialogo e alla crescita collettiva.
Ricercatore di diritto pubblico e di diritto amministrativo, era diventato professore associato di diritto amministrativo presso l’Università per Stranieri “Dante Alighieri” già dal 2015, per poi essere nominato professore ordinario nel 2019. Un riconoscimento che testimoniava non solo il suo valore scientifico, ma anche la stima unanime dell’ambiente accademico.
All’interno dell’Ateneo ricopriva anche il ruolo di direttore del Dipartimento di Scienze della società e della formazione d’area mediterranea, incarico che svolgeva con passione e senso di responsabilità, credendo fortemente nel ruolo dell’università come presidio culturale, umano e sociale.
La sua scomparsa ha lasciato un dolore profondo. Domenico Siclari ha lasciato la moglie e una figlia in tenerissima età, ma anche un vuoto incolmabile nel panorama culturale cittadino. Studenti, colleghi e istituzioni lo ricordano come un docente preparato, disponibile, capace di ascoltare, ma soprattutto come una persona autentica, gentile, profondamente legata alla sua città.
Proprio nell’Aula Magna Reale dell’Università per Stranieri Dante Alighieri venne allestita la camera ardente, in un momento di raccoglimento silenzioso e composto, nel rispetto delle disposizioni sanitarie anti-Covid. Un ultimo saluto che unì l’intera comunità accademica e cittadina nel segno del rispetto e della gratitudine.
A ricordarlo anche l'Associazione Don Lorenzo Milani, di cui ne è stato socio fondatore.
Oggi, 3 febbraio 2026, Reggio Calabria non dimentica.
Ricorda Domenico Siclari come uno dei suoi figli migliori, come un uomo che ha creduto nel sapere, nelle istituzioni e nel valore delle relazioni umane. Un nome che continua a vivere nelle aule, nei libri, nei ricordi e in quella ferita collettiva che il tempo non ha cancellato, ma ha trasformato in memoria.