Tempestività, professionalità e umanità del personale sanitario regalano un lieto fine straordinario
di Francesco Romeo
Varapodio. Una storia di buona sanità, che tocca il cuore di tutti e che i genitori vogliono rendere nota come segno di riconoscenza per la solerzia, l’umanità e la professionalità, dimostrate da due diverse unità del 118.
Sono le due di notte del 29 gennaio quando la signora Mariangela avverte le tipiche contrazioni pre-parto. Il marito Francesco non indugia e decide di portarsi in auto da Varapodio verso il Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria, dove la moglie è seguita dall’inizio della sua gravidanza.
Le contrazioni però diventano sempre più intense e la coppia decide di chiamare il 118 per assistenza. Una prima ambulanza li raggiunge celermente allo svincolo autostradale di Palmi, ma è sprovvista di medico a bordo. Con le evidenze di un parto imminente, immediatamente si attiva una seconda unità mobile di soccorso che aspetta la paziente al successivo svincolo di Bagnara, ove la signora viene subito fatta salire su un’altra ambulanza provvista di una dottoressa a bordo, ambulanza che avvia prontamente la sua marcia verso il nosocomio reggino.
Il padre si accoda al mezzo di soccorso con la propria vettura, ma nel giro di un paio di minuti il piccolo Jacopo vede la luce, con la madre perfettamente assistita dal personale sanitario di bordo, proprio mentre l’ambulanza percorre l’autostrada A2 del Mediterraneo.
Arrivati al GOM di Reggio Calabria, la madre ed il bimbo vengono così sottoposti ai protocolli previsti. Dopo la concitazione e la tensione dei minuti precedenti, è il momento della gioia più pura per una nuova vita che si presenta al mondo ed anche della riconoscenza, che papà Francesco e mamma Mariangela, vogliono rappresentare ai sanitari del 118.
A parlare è papà Francesco: “Si argomenta spesso in termini negativi della sanità locale, ma io, mia moglie Mariangela e la nostra piccola Ambra, siamo qui a testimoniare invece dell’umanità, della professionalità e della tempestività con cui due diverse unità del 118, hanno assistito stanotte mia moglie. Un grandissimo ringraziamento vada alla dottoressa Marina Puoti, agli infermieri Martina Dichiera e Rocco Carbone ed ai due autisti soccorritori Domenico Lupoi ed Enzo Maio. Sono stati davvero eccezionali da ogni punto di vista e meritano di essere pubblicamente menzionati, come sono eccezionali tutti gli operatori sanitari, dei veri e propri eroi silenziosi che svolgono quotidianamente un lavoro straordinario. Non dimenticheremo mai la loro bravura e la loro prontezza, nel gestire una situazione così delicata”.