Attualmente il centro ospita circa 90 migranti, ma i continui lavori di ampliamento consentiranno di arrivare fino a 200 posti
Un modello virtuoso di inclusione sociale, capace di trasformare un territorio segnato per anni da marginalità e degrado in un esempio positivo riconosciuto a livello europeo. È quello promosso a Rosarno, dove i beni confiscati alla criminalità organizzata sono diventati il cuore pulsante di un progetto di accoglienza e integrazione destinato a fare scuola.
A sottolinearne il valore è l’europarlamentare Giusi Princi, che definisce l’esperienza rosarnese «un modello da portare in tutta Europa contro ogni forma di discriminazione». Un progetto che ha permesso alla Calabria di proporsi come capitale dell’accoglienza, grazie al Centro di Solidarietà di Rosarno, oggi ospitato proprio in immobili sottratti alla mafia e restituiti alla collettività.
«Per anni i migranti sono stati costretti a vivere ai margini, nelle baraccopoli, senza diritti né dignità, ha dichiarato Princi. Oggi, grazie all’impegno del sindaco Giuseppe Cutrì, della Regione Calabria, della Prefettura e delle istituzioni tutte, esiste un modello concreto di inclusione che rappresenta un esempio virtuoso e un’ispirazione per l’Europa».
Attualmente il centro ospita circa 90 migranti, ma i continui lavori di ampliamento consentiranno di arrivare fino a 200 posti, rafforzando ulteriormente la capacità di accoglienza e integrazione del territorio.
Parole di apprezzamento anche da parte dell’onorevole Francesco Cannizzaro, che ha voluto rimarcare il valore politico e sociale dell’iniziativa: «Sono grato all’onorevole Giusi Princi per aver reso possibile la nascita di un progetto di questo livello, che offre alla Calabria l’opportunità di farsi conoscere in Europa per ciò che di positivo sa esprimere. Quando si parla di integrazione, il livello del confronto si alza ancora di più, perché farlo alle nostre latitudini ha un significato profondo e diverso».
«Qualche anno fa sarebbe stato solo un sogno,ha aggiunto Cannizzaro, oggi siamo qui a raccontare che in Calabria esiste un modello concreto di accoglienza e inclusione che altre città e Paesi europei dovrebbero emulare».
Un’esperienza che dimostra come legalità, solidarietà e visione istituzionale possano trasformare le fragilità in opportunità, rendendo il Sud protagonista di una nuova narrazione europea fondata sui diritti, sull’integrazione e sulla dignità della persona.