Porto di Gioia Tauro e trasporti, interrogazione di Enzo Bruno: «Il progetto sulla Paola–Cosenza penalizza le merci»

Autore Giorgia Rieto | lun, 12 gen 2026 16:55 | Enzo-Bruno Trasporti Porto-Di-Gioia-Tauro Regione Calabria

Al centro dell’atto ispettivo c’è l’intervento infrastrutturale legato alla nuova Galleria Santomarco 

Il progetto di adeguamento ferroviario sulla linea Paola–Cosenza rischia di trasformarsi in un serio ostacolo allo sviluppo del porto di Gioia Tauro e dell’intero sistema logistico calabrese. È quanto denuncia il consigliere regionale Enzo Bruno, capogruppo di Tridico Presidente, che ha presentato un’interrogazione a risposta scritta al presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto e all’assessore regionale ai Trasporti.

Al centro dell’atto ispettivo c’è l’intervento infrastrutturale legato alla nuova Galleria Santomarco e, in particolare, l’adeguamento del cosiddetto modulo ferroviario. Bruno richiama le osservazioni del professor Francesco Russo, ordinario di Sistemi di Trasporto all’Università Mediterranea, secondo cui nei documenti progettuali depositati al Ministero dell’Ambiente emergerebbe una grave incongruenza: se da un lato è previsto l’adeguamento della sagoma ferroviaria alla PC80, dall’altro non vi sarebbe alcun riferimento esplicito all’allungamento dei treni merci oltre gli attuali 550 metri.

Una scelta che, se confermata, avrebbe ricadute pesanti sul traffico merci. «Il porto di Gioia Tauro ,sottolinea Bruno., è già attrezzato per accogliere treni merci lunghi 750 metri, in linea con gli standard europei. Mantenere il modulo a 550 metri sulla Paola–Cosenza significherebbe continuare a penalizzare il trasporto ferroviario delle merci, aumentando i costi logistici e riducendo la competitività dello scalo».

Il consigliere regionale evidenzia inoltre come tale impostazione risulterebbe in contrasto sia con il Piano Regionale dei Trasporti 2016, che prevedeva per Gioia Tauro convogli da almeno 750 metri, sia con gli obiettivi delle reti europee TEN-T, in particolare del corridoio Scan-Med, strategico per i collegamenti tra Nord e Sud Europa.

Nell’interrogazione, Bruno chiede alla Giunta regionale se sia a conoscenza delle criticità segnalate e quali iniziative intenda assumere con urgenza nei confronti del Governo nazionale e di Rete Ferroviaria Italiana affinché il progetto venga adeguato almeno al modulo di 750 metri, prevedendo anche un possibile sviluppo futuro fino a 1.000 metri.

Nel mirino finisce anche il Documento di Economia e Finanza Regionale, giudicato carente sul fronte del trasporto merci su ferro, così come le scelte infrastrutturali nazionali che, secondo il consigliere, continuano a concentrare risorse sul Ponte sullo Stretto, lasciando la Calabria priva di collegamenti ferroviari moderni e realmente competitivi.

Bruno chiede infine «quali iniziative politiche concrete la Regione Calabria intenda assumere nei confronti del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, guidato da Matteo Salvini, per evitare che la Calabria venga ulteriormente penalizzata», sollecitando anche l’indicazione di una data certa entro cui l’itinerario merci del corridoio europeo TEN-T Scan-Med potrà essere pienamente operativo con un modulo minimo di 750 metri.

«La questione, conclude Enzo Bruno, non è solo tecnica, ma profondamente politica. Senza infrastrutture adeguate, la Calabria rischia di restare ai margini delle grandi reti logistiche europee. Per questo ho chiesto una risposta urgente: il futuro del porto di Gioia Tauro e dell’economia regionale non può essere compromesso da omissioni o scelte sbagliate».

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