Processo “Cara Accoglienza”: assolti tutti gli imputati, cadono le accuse sul Comune di Varapodio

Autore Giorgia Rieto | sab, 10 gen 2026 16:17 | Varapodio Palmi

Il Tribunale di Palmi, al termine del rito ordinario, ha pronunciato la formula “perché il fatto non sussiste”

Si è concluso con assoluzioni pienamente definitive il processo “Cara Accoglienza”, nato dall’inchiesta sulla gestione del centro per migranti richiedenti protezione internazionale attivo nell’agriturismo “Villa Cristina” a Varapodio, dal settembre 2016 all’aprile 2018.

Il Tribunale di Palmi, al termine del rito ordinario, ha pronunciato la formula “perché il fatto non sussiste” per tutti gli imputati coinvolti, facendo così cadere tutte le accuse nei loro confronti.

Tra gli assolti figura il sindaco di Varapodio Orlando Fazzolari, insieme a Maria Giovanna Ursida, titolare della cooperativa sociale Itaca, a due commercianti di abbigliamento, Carlo Cirillo ed Ernesto Cruciani, e a due ispettori della Prefettura di Reggio Calabria, Pasquale Modafferi e Salvatore Del Giglio.

Gli ispettori erano accusati dalla Procura di Palmi di aver redatto “falsamente un verbale ispettivo” del 2017, omettendo di indicare “la mancata manifestazione di interesse da parte del Comune di Varapodio per altre cooperative oltre la ‘Itaca’”, con l’ipotesi di reato di falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale. L’accusa è caduta.

Per il sindaco Fazzolari, invece, erano contestati abuso d’ufficio, frode nelle pubbliche forniture e corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio: anche in questo caso, il Tribunale lo ha assolto perché il fatto non sussiste, mentre per il reato di falso ideologico commesso da pubblico ufficiale è stato assolto per particolare tenuità del fatto.

Per la titolare della cooperativa sociale Itaca, Maria Giovanna Ursida, cadono le accuse di truffa, corruzione e falso, mentre il reato di peculato è stato derubricato in appropriazione indebita: essendo stato commesso tra il 2016 e il 2017, il Tribunale lo ha dichiarato estinto per intervenuta prescrizione.

Con queste assoluzioni, si chiude così una vicenda giudiziaria complessa che aveva sollevato grande attenzione sulla gestione dei servizi relativi al terzo settore a Varapodio e sulle responsabilità degli amministratori e degli operatori coinvolti.

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