I proprietari denunciano anni di segnalazioni ignorate e l’assenza di interventi di difesa contro l’erosione costiera
Una violenta mareggiata ha colpito nelle ultime ore la zona di Punta Pellaro, nel territorio Sud di Reggio Calabria, causando gravi danni ad almeno quattro abitazioni affacciate sulla costa. Le onde, sospinte da forti venti di libeccio, hanno raggiunto le aree cortilizie degli immobili, abbattendo muri perimetrali e cancelli e rendendo necessaria la delimitazione delle zone da parte dei Vigili del Fuoco.
Secondo quanto riferito da alcuni proprietari, la situazione è in continua evoluzione e viene monitorata ora per ora. Il timore è che, con il previsto peggioramento delle condizioni meteo-marine nei prossimi giorni, l’erosione possa avanzare ulteriormente e coinvolgere altre abitazioni. In alcuni casi il mare ha già lambito direttamente i muri delle case, penetrando negli spazi esterni.
I residenti sottolineano come l’area fosse caratterizzata, fino a circa dieci anni fa, da una spiaggia ampia anche oltre 200 metri rispetto alla linea delle abitazioni.
"L’erosione costiera - spiegano - avrebbe iniziato ad avanzare in modo costante dal 2015, accelerando negli ultimi anni senza che siano stati realizzati interventi strutturali di difesa o progetti organici di salvaguardia dell’intera fascia costiera".
Viene inoltre ricordato un episodio analogo avvenuto il 6 gennaio 2020, quando una mareggiata di simile intensità distrusse alcune abitazioni situate più a Sud. Da allora, riferiscono i proprietari, sarebbero state "inviate numerose segnalazioni e comunicazioni agli enti competenti – Comune, Regione e altri organismi – senza che però si sia arrivati a interventi risolutivi".
Preoccupazione anche per le infrastrutture pubbliche: nelle immediate vicinanze di una delle abitazioni colpite si trova una traversa stradale dove, negli anni scorsi, sono stati realizzati interventi di regimentazione delle acque meteoriche. Oggi, alcune tubazioni risultano esposte e il rischio è che una nuova mareggiata possa compromettere anche la rete stradale e i sottoservizi comunali.
I proprietari ribadiscono che le abitazioni risultano urbanisticamente regolari e che per anni sono state vissute stabilmente, soprattutto nei mesi primaverili ed estivi. Oggi, però, l’incertezza è totale: la costa arretra, il mare avanza e Punta Pellaro, storicamente considerata un’area di accumulo naturale della sabbia, appare sempre più fragile.
La speranza dei residenti è che quanto accaduto possa finalmente riaccendere l’attenzione sul fenomeno dell’erosione costiera, che non riguarda solo singole proprietà private ma un intero tratto di litorale, sempre più esposto alla forza del mare.