Pendolaria Legambiente: in Calabria primi segnali di miglioramento nel trasporto ferroviario, ma restano forti ritardi

Autore Giorgia Rieto | mer, 17 dic 2025 16:22 | Trasporti Pendolari Calabria Legambiente

Il quadro che emerge dal rapporto Pendolaria restituisce dunque un’immagine in chiaroscuro

La Calabria mostra i primi timidi segnali di miglioramento nel trasporto ferroviario, pur restando una delle regioni con i maggiori ritardi strutturali del Paese. È quanto emerge dal rapporto Pendolaria di Legambiente, giunto alla ventesima edizione, che fotografa lo stato del servizio ferroviario regionale in Italia.

Secondo il dossier, l’età media dei treni regionali in Calabria è pari a 17,7 anni, con il 62,2% dei convogli che supera i 15 anni di servizio, un dato nettamente superiore alla media nazionale, ferma a 14,7 anni. Nonostante ciò, il rapporto evidenzia gli effetti iniziali del rinnovo del parco rotabile avviato negli ultimi anni.

In particolare, Trenitalia segnala che nel 2024 l’età media dei convogli in servizio in Calabria è scesa a 17,2 anni, mentre per Ferrovie della Calabria si aprono prospettive di miglioramento grazie all’ordine complessivo di 12 nuovi treni, destinati soprattutto alla linea Cosenza–Catanzaro, con l’entrata in esercizio prevista a partire dal 2027.

Sul piano infrastrutturale, Pendolaria richiama l’attenzione sulle grandi opere previste nel Mezzogiorno, tra cui la nuova linea ferroviaria ad alta velocità Salerno–Reggio Calabria. Secondo Legambiente, l’intervento comporta una spesa stimata di circa 30 miliardi di euro, con tempi di realizzazione che non consentiranno il completamento prima del 2032. Il progetto viene inoltre indicato come migliorabile rispetto all’alternativa del potenziamento della linea esistente, ritenuta più efficace in termini di tempi e benefici per i territori.

«Nella regione cominciano finalmente ad essere visibili i segni di un cambiamento nel trasporto ferroviario, a partire dal rinnovo del parco rotabile», afferma Anna Parretta, presidente di Legambiente Calabria. «È però necessario accelerare sugli investimenti nelle infrastrutture della mobilità sostenibile».

Parretta sottolinea anche la necessità di una chiara scelta strategica: «Occorre abbandonare definitivamente i progetti ambientalmente insostenibili, costosissimi e inutili, come il Ponte sullo Stretto di Messina, e concentrare competenze e risorse economiche su una reale transizione ecologica nel settore dei trasporti».

Il quadro che emerge dal rapporto Pendolaria restituisce dunque un’immagine in chiaroscuro: segnali di svolta iniziano a intravedersi, ma per colmare il divario con il resto del Paese serviranno investimenti mirati, scelte coerenti e tempi certi.

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