Abusivismo edilizio, allarme Istat: nel Mezzogiorno oltre 40 case illegali ogni 100 autorizzate, Campania e Calabria superano quota 50

Autore Giorgia Rieto | mar, 16 dic 2025 16:54 | Istat Abusivismo-Edilizio

L'Istituto nazionale di statistica evidenzia come il fenomeno abbia conosciuto una crescita costante dal 2008 al 2017

 L’abusivismo edilizio resta una ferita aperta del territorio italiano, con una netta frattura tra Nord e Sud. Secondo i dati Istat, illustrati nel corso di un'audizione alla Commissione Ambiente della Camera sulle proposte di legge per il riordino e l'aggiornamento della normativa edilizia, a livello nazionale si registrano circa 15 nuove abitazioni abusive ogni 100 autorizzate, ma nel Mezzogiorno il dato cresce in modo preoccupante, superando le 40 costruzioni illegali ogni 100.

La situazione è particolarmente critica in Campania e Calabria, dove si contano oltre 50 nuovi casi abusivi ogni 100 autorizzati, mentre il livello risulta di poco inferiore in Sicilia, che resta comunque ben al di sopra della media nazionale.

L'Istituto nazionale di statistica evidenzia come il fenomeno abbia conosciuto una crescita costante dal 2008 al 2017, periodo in cui si è arrivati ​​a circa 20 nuove abitazioni abusive ogni 100 autorizzate . Negli anni successivi, spiega l'Istat, si è registrata una progressiva rilasciata, interpretata come il segnale di una maggiore attenzione al controllo del territorio e all'applicazione delle norme urbanistiche.

Tuttavia, i dati del 2022 segnalano una nuova inversione di tendenza. Rispetto al 2021, infatti, l'Istat rileva un aumento dell'abusivismo edilizio in numerose regioni del Centro-Nord, un elemento che riaccende l'allarme su un fenomeno tutt'altro che risolto.

L'audizione alla Camera si inserisce nel dibattito parlamentare sulle riforme della disciplina edilizia, chiamata a confrontarsi con una realtà ancora segnata da forti squilibri territoriali. I numeri forniti dall'Istat confermano come l'abusivismo continua a rappresentare non solo un problema urbanistico e ambientale, ma anche un indicatore delle difficoltà strutturali di governo del territorio, in particolare nelle aree più fragili del Paese.

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