Presente alla manifestazione popolare svoltasi a Messina sabato scorso
Sabato scorso, 29 novembre 2025, presso la città di Messina, si è svolta la seconda grande manifestazione popolare dell’anno a difesa del patrimonio naturalistico dello Stretto, contro l’aggressione fanta-ingegneristica speculativa della presunta “grande opera” a campata unica. Il Partito calabrese della Rifondazione Comunista, naturalmente, non poteva rimanere in silenzio. Cosi, dopo aver aderito alla manifestazione promossa dal Coordinamento No Ponte, che ha visto la partecipazione di tutte le forze politiche e delle associazioni che da anni si battono per questa causa, avverte la necessità di rimarcare il carattere manipolatorio e minaccioso del lessico governativo.
Questa seconda manifestazione ha preso forma dopo i “due no” della Corte dei Conti al visto di legittimità e alla registrazione della delibera del Cipess. L’autorevole parere della Corte, Ente garante della costituzionalità giuridica ed economica dell’operato del Parlamento, è stato, fin da subito e continua ad essere, denigrato dalla linguistica affarista di questo Governo. La visione speculativa è la vera causa della pedagogia propagandistica della Lega salviniana e di tutti gli altri partiti che sostengono l’importanza della realizzazione dell’opera, ivi compreso il nostro rieletto Presidente della Regione Calabria.
Dentro questa logica, il parere di un organo costituzionale è visto come nemico “dell’interesse nazionale”. Ormai, tutto ciò che garantisce l’autorevolezza della Costituzione, deve essere disciolto, lentamente, senza grandi sconvolgimenti ma costantemente. "D’altronde, come poter passare alla storia per essere stati “grandi condottieri”, per essere riusciti laddove Silvio Berlusconi aveva fallito? Come far accettare al “popolo italiano” la riforma della giustizia, il premierato, gli attacchi al Presidente della Repubblica, il subordinatismo a Trump e le bugie dette in campagna elettorale, se non attraverso la grande illusione di un’opera impossibile?" - è affermato.
In tempi passati sarebbe stato considerato oltraggioso ignorare un parere cosi autorevole. Le Istituzioni Costituzionali rappresentavano il riferimento paradigmatico comune dei partiti della Prima Repubblica. "Purtroppo, oggi si assiste ad una pericolosa mistificazione decadente posta in essere da questa destra anti costituzionale, mistificazione che mette a rischio la tenuta democratica di questo Paese. Reggio Calabria e Messina possono essere una possibilità. Resistere moralmente al tentativo di rimpicciolire le Istituzioni Costituzionali, nell’intenzione di plasmarle in una forma utile al turbocapitalismo speculativo, è possibile!" - è quanto sostenuto dal Partito della Rifondazione Comunista.
Il ponte è una “babbaria”, per usare un linguaggio goliardico tipico della Stretto. È un’opera frutto del peggior idealismo capitalista che giustifica le disuguaglianze, drenando risorse che potrebbero essere utili al sociale. Occorre dunque decostruire questa narrazione idealista riportando la verità al dato reale: Il ponte sullo Stretto non è giustificabile in questo particolare contesto storico e rimane comunque il mostro che deturpa una bellezza paesaggistica unica al mondo.
Forse qualche Giudice della Corte dei Conti è stato pervaso dallo spirito di Scilla e Cariddi? Dalle nostre parti tutto può succedere. Il mito dello stretto saprà difendere il suo fascino eterno, forse anche servendosi della Ragione Costituzionale.