Pioniere del Barefoot Alpine Running, il reggino scala vette oltre i 3000 metri con abbigliamento minimalista
A piedi nudi tra rocce e ghiaccio, dove l’aria è sottile e il silenzio è assoluto. È lì che Claudio Lombardo, reggino, psicologo e ambientalista, ha trovato il suo modo unico di vivere la montagna: correndo scalzo, con addosso solo un pantaloncino, una t-shirt anche in pieno inverno e uno zaino sulle spalle.
È il pioniere del Barefoot Alpine Running, una disciplina che unisce minimalismo, resistenza fisica, controllo mentale ed esposizione agli elementi, trasformando ogni vetta in una sfida contro i propri limiti. Una pratica sportiva che fonde metodiche diverse, dall’esposizione al freddo all’endurance, dall’arrampicata alla quadrupedia e le applica all’ambiente alpino.
“Sono metodiche che ho formulato e integrato nel tempo- spiega Lombardo - e che hanno effetti molto positivi sia sul corpo che sulla mente”- spiega.
Secondo Lombardo, anche una semplice camminata a piedi nudi su un prato è in grado di stimolare onde cerebrali SMR, associate a uno stato di calma vigile.
“Si attiva il sistema nervoso parasimpatico, quello del rilassamento. Si diventa più tranquilli, più presenti - racconta -. Un beneficio che, portato in montagna, si trasforma in una forma di connessione profonda con l’ambiente naturale".
Il Barefoot Alpine Running, precisa Lombardo, non è una disciplina riservata solo agli atleti d’élite.
“Ovvio, io pratico la parte più estrema dopo anni di lavoro su me stesso. Ma si inizia sempre da un livello principiante, poi si passa a un livello intermedio e solo dopo, in base alle proprie caratteristiche, si può affrontare la versione più impegnativa. Si parte da quote intorno ai 1500 –2000 metri. E, gradualmente, si sale”- aggiunge ancora.
Lombardo ha trasformato questa pratica in una sfida personale continua. Solo nell’ultimo anno ha conquistato circa venti vette, soprattutto nel Gruppo di Tessa, in Alto Adige, tutte oltre i 3000 metri. Una di queste imprese lo ha portato pochi giorni fa sull’Etna, scalata sempre senza scarpe e con abbigliamento ridotto all’essenziale.
Ma la grande sfida è già fissata sul calendario: agosto 2026, quando Lombardo tenterà la salita del Cervino, una delle montagne più iconiche e difficili d’Europa.
“È la mia meta, il mio obiettivo. Una prova tecnica e mentale" - dice con la calma di chi ha fatto del controllo del corpo e della mente la sua principale alleata.
Il Barefoot Alpine Running non è solo tecnica e allenamento: è un modo di vivere la montagna in purezza, senza filtri, senza barriere tra sé e l’ambiente. È il ritorno a una dimensione primordiale di movimento, in cui ogni passo, privo di protezione, richiede attenzione, ascolto, presenza.
E Lombardo, passo dopo passo, vetta dopo vetta, sta trasformando questa pratica in una disciplina riconoscibile, ispirando sempre più persone a ritrovare un contatto più diretto con la natura – anche partendo “solo” da venti minuti di camminata a piedi nudi.
Una rivoluzione silenziosa, scalza, che nasce tra le pietraie delle Alpi e punta sempre più in alto.