Etna, collasso del cratere e fontana di lava: ecco cosa sta accadendo e quali sono i rischi reali

Autore Giorgia Rieto | lun, 02 giu 2025 15:42 | Eruzione-Etna Etna Vulcano

La presenza di una fontana di lava e di deformazioni del suolo suggerisce che il vulcano è in una fase attiva e instabile, e come sempre il livello di attenzione resta molto alto


L’Etna torna a farsi sentire con una fase eruttiva intensa e inaspettata: nella mattinata del 2 giugno, un flusso piroclastico si è sviluppato sul fianco settentrionale del Cratere di Sud-Est, probabilmente a seguito del collasso di una porzione instabile dell’orlo craterico. A renderlo noto è l’INGV – Osservatorio Etneo, che ha registrato l’evento alle ore 11:24 (locali) attraverso il sistema di sorveglianza visiva e strumentale.

Cos'è un flusso piroclastico e perché preoccupa

Il flusso piroclastico è un fenomeno raro sull’Etna e indica una situazione di particolare criticità: si tratta di un mix ad altissima temperatura di gas, cenere e frammenti rocciosi che si muove a grande velocità lungo i pendii del vulcano. In questo caso, il materiale incandescente si è fermato all’interno della Valle del Leone, una depressione naturale a nord-est del cratere, evitando l’estensione verso aree più esposte o abitate.

Dalla frana interna alla fontana di lava: la sequenza

Contestualmente al collasso, l’attività esplosiva è aumentata bruscamente, dando origine a una fontana di lava dal Cratere di Sud-Est. Il tremore vulcanico, segnale tipico del movimento del magma, ha raggiunto valori molto alti, indicando una pressione interna crescente. Anche l’attività infrasonica è salita, localizzata nella stessa zona.

Un’anomalia è stata rilevata dalla stazione di deformazione DRUV, che mostra un’evoluzione nella pressione interna del suolo. Le altre stazioni al momento non segnalano variazioni.

Cosa significa tutto questo? E quali rischi ci sono?

Questa fase eruttiva mostra un quadro dinamico e da monitorare con attenzione. Il rischio immediato è circoscritto all’area sommitale del vulcano, dove l’accesso è già vietato. I centri abitati non sono attualmente minacciati, ma l’aumento del tremore e la presenza di un flusso piroclastico non devono essere sottovalutati: sono segnali che indicano un possibile cambiamento nel comportamento dell’Etna, che potrebbe evolversi rapidamente.

La presenza di una fontana di lava e di deformazioni del suolo suggerisce che il vulcano è in una fase attiva e instabile, e come sempre il livello di attenzione resta molto alto.

L’invito: seguire solo fonti ufficiali

Come sempre, è fondamentale seguire le comunicazioni dell’INGV e della Protezione Civile e non avventurarsi in zone interdette. L’Etna è un vulcano imprevedibile, capace di manifestare tutta la sua forza anche senza preavviso.


SCATTO A CURA DI NICOLA SANTUCCI

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