Le parole nella lettera di Arturo Coppola del Genio Civile all’indomani del terremoto del 1908.
“Cara Maria, Reggio non esiste più… Dio mio, che disastro!”. La lettera di Arturo Coppola del Genio Civile alla fidanzata Maria Ursino, all’indomani del terremoto del 1908, tratta dall’archivio storico privato della famiglia Condarelli-Coppola.
Oggi infatti è il 115esimo anniversario del tragico evento che ha cambiato il volto e la storia di Reggio Calabria, ancora una volta. E le parole riportate dal documento lasciano intatta la sensazione di una spaventosa desolazione.
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