Per la Coldiretti è sos per il gelo nei campi e di conseguenza sulla spesa
Il brusco
abbassamento delle temperature con freddo e gelo notturno danneggiano le
coltivazioni di verdure e ortaggi all’aperto ma lo sbalzo termico improvviso ha
inevitabilmente un impatto anche sull’aumento dei costi di riscaldamento delle
produzioni in serra. È l’allarme lanciato dalla Coldiretti sugli effetti del
maltempo che conferma la tradizione dei giorni della merla che corrispondono al
29, 30 e 31 gennaio.
Secondo la leggenda
– riferisce la Coldiretti nella nota – negli ultimi giorni di gennaio si
registrano le temperature invernali più basse, tanto che perfino la merla, che
un tempo aveva il piumaggio bianco, per riscaldarsi andò a ripararsi in un
camino e il suo manto divenne grigio per la fuliggine.
L’arrivo del grande
freddo – sottolinea la Coldiretti – colpisce le coltivazioni invernali in campo
come cavoli, verze, cicorie, e broccoli che reggono anche temperature di
qualche grado sotto lo zero ma se la colonnina di mercurio scende
repentinamente o se le gelate sono troppo lunghe si verificano danni. A
preoccupare – continua la Coldiretti – è anche il balzo dei costi per il
riscaldamento delle serre per la coltivazione di ortaggi e fiori che risente
dell’impennata della bolletta.
La discesa della
colonnina di mercurio con il gelo rischia peraltro di bruciare fiori e gemme di
piante e alberi, con pesanti effetti sui prossimi raccolti dopo che – ricorda
la Coldiretti – il caldo anomalo lungo tutta la Penisola ha favorito il risveglio
anticipato delle varietà più precoci di noccioli, pesche, ciliegie, albicocche,
agrumi e mandorle dopo un mese di dicembre che aveva fatto segnare una
temperatura superiore di 2,09 gradi la media storica ma l’anomalia è stata
addirittura di 2,54 gradi nel centro Italia e di 2,65 gradi nel mezzogiorno
secondo le elaborazioni Coldiretti sulla banca dati aggiornata Isac Cnr.
Il cambiamento
climatico – precisa la Coldiretti – si manifesta con una più elevata frequenza
di eventi estremi, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il
rapido passaggio dal sole al maltempo. L’agricoltura – conclude la Coldiretti –
è l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le
conseguenze dei cambiamenti climatici con i danni provocati dalla siccità e dal
maltempo che hanno superato nel 2022 i 6 miliardi di euro.