Maltempo in Calabria: oltre 3.000 ettari devastati, la Sibaritide sotto l’acqua

Autore Redazione Web | dom, 15 feb 2026 10:48 | Coldiretti Maltempo Agricoltura

Coldiretti Calabria continuerà a monitorare l’evolversi della situazione e a raccogliere segnalazioni dai propri uffici provinciali

Il bilancio dei danni causati dal maltempo in Calabria continua a salire, con oltre 3.000 ettari di terreno devastati in tutta la regione, e ben 900 ettari completamente sommersi nelle zone colpite dall’esondazione del fiume Crati, che ha provocato danni devastanti alle colture e alle infrastrutture agricole.

Secondo le prime ricognizioni effettuate da Coldiretti Calabria, le situazioni più critiche si registrano nella provincia di Cosenza, in particolare nelle contrade di Corigliano-Rossano (Ministalla, Thurio e Foggia), nelle aree di Cassano allo Ionio (Laghi di Sibari e Lattughelle), nella pianura di Tarsia e a Santa Sofia d’Epiro. Qui, la furia del Crati ha inghiottito ampie superfici agricole, allagando interi appezzamenti, mettendo fuori uso terreni e compromettendo la viabilità rurale. Le colture sono state completamente sommerse, con danni che potrebbero durare anni. Inoltre, gli allevamenti sono stati evacuati, e molte abitazioni rurali sono state invase dall’acqua.

L’emergenza non si limita alla provincia di Cosenza. Le altre zone della Calabria sono altrettanto colpite, con serre e frutteti danneggiati dal vento, esondazioni di corsi d’acqua, frane e smottamenti che hanno interrotto la viabilità rurale lungo la fascia tirrenica, che va dall’alto Tirreno cosentino al Lametino, passando per il Vibonese, il Reggino e la Piana di Gioia Tauro, fino a Catanzarese e Crotonese.

Le parole dei responsabili Coldiretti Calabria

Francesco Cosentini, Direttore di Coldiretti Calabria, non nasconde la gravità della situazione: «Siamo di fronte a un evento che ha messo in ginocchio intere aree produttive della Calabria. Oltre 3.000 ettari sommersi significano aziende, lavoro, reddito e futuro compromessi. In alcune zone, come quelle colpite dall’esondazione del Crati, l’acqua ha sommerso completamente le colture e gli stabilimenti, con danni che si protrarranno per anni. È urgente agire con tempestività e attivare tutti gli strumenti necessari per sostenere le imprese agricole».

Il Presidente di Coldiretti Calabria, Franco Aceto, sottolinea che la Calabria agricola sta pagando il prezzo di eventi climatici sempre più violenti: «Occorre intervenire immediatamente per supportare le aziende, ma è anche indispensabile investire in modo strutturale sulla sicurezza del territorio, sulla manutenzione dei corsi d’acqua e sulla prevenzione del rischio idrogeologico. Senza una strategia seria e continuativa, il conto per agricoltori e cittadini sarà sempre più pesante».

Aceto lancia anche una dura critica all’eccessiva burocrazia che rallenta gli interventi di manutenzione ordinaria degli alvei fluviali: «Troppo spesso gli interventi vengono bloccati da vincoli sovrapposti e un ambientalismo ideologico che impedisce azioni di buon senso. La mancata rimozione di detriti e accumuli negli alvei, così come l'assenza di interventi programmati sugli argini, aumenta il rischio di esondazioni. È necessario un piano stabile di monitoraggio e manutenzione, e una gestione più snella delle procedure».

L’impegno di Coldiretti Calabria

Coldiretti Calabria continuerà a monitorare l’evolversi della situazione e a raccogliere segnalazioni dai propri uffici provinciali. Insieme alle istituzioni regionali e nazionali, continuerà a lavorare per tutelare le imprese agricole, sostenendo le azioni necessarie a ripristinare le aree colpite e a prevenire nuovi disastri.

La situazione rimane estremamente delicata, con migliaia di ettari di terreni agricoli sotto l’acqua e la necessità di un intervento urgente per limitare ulteriori danni a una delle principali risorse economiche della regione.

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