Il marchio Plastic Free viene assegnato sulla base di 20 criteri di valutazione
Sette Comuni della Calabria ottengono il riconoscimento Plastic Free 2026, confermando l’impegno di una parte del territorio regionale nella tutela dell’ambiente e nella promozione di politiche sostenibili. Si tratta di Diamante, Paola e Tortora in provincia di Cosenza, Montepaone e Sellia Marina nel Catanzarese, Melissa nel Crotonese e Parghelia nel Vibonese.
Un risultato accolto con soddisfazione dall’on. Andrea Gentile, deputato di Forza Italia e membro della I Commissione Affari Costituzionali della Camera, che ne sottolinea il valore politico e istituzionale. «La Calabria che investe sulla responsabilità amministrativa e sulla cultura della sostenibilità ottiene un riconoscimento nazionale di grande valore – afferma Gentile –. Questi Comuni rappresentano una regione concreta, capace di programmare, innovare e migliorare la qualità della vita dei cittadini, anche nei territori del Mezzogiorno spesso raccontati solo attraverso le criticità».
L’annuncio è stato dato a Montecitorio, nel corso di una conferenza stampa alla presenza dell’on. Mauro Rotelli, presidente della Commissione Ambiente della Camera, del fondatore e presidente di Plastic Free, Luca De Gaetano, e dei referenti regionali dell’associazione. La consegna ufficiale dei riconoscimenti è in programma il 14 marzo 2026 a Roma, presso il Teatro Olimpico, durante la cerimonia nazionale dedicata alle amministrazioni virtuose.
Il marchio Plastic Free viene assegnato sulla base di 20 criteri di valutazione, che includono il contrasto all’abbandono dei rifiuti attraverso strumenti di controllo e sanzione, la riduzione della plastica monouso negli edifici pubblici, le attività di sensibilizzazione nelle scuole e tra i cittadini e la collaborazione strutturata con l’associazione. In Calabria, il percorso è stato sostenuto anche dal lavoro dei volontari e dei referenti territoriali, coordinati a livello regionale da Alberto Fio.
«Questi risultati non sono un punto di arrivo, ma una base solida da cui ripartire – conclude Gentile –. La politica ha il dovere di accompagnare e rafforzare le esperienze virtuose, trasformandole in modelli replicabili. La transizione ecologica non è uno slogan, ma una responsabilità istituzionale che guarda al futuro, partendo dal buon governo dei territori».