Nord geografico e Nord magnetico: quando la bussola racconta un’altra storia

Autore Giorgia Rieto | sab, 27 dic 2025 18:00 | Ingv Polo-Nord Babbo-Natale

Il viaggio del Nord magnetico non è solo una curiosità scientifica: ci racconta la dinamica invisibile della Terra

Durante le feste, tra racconti di Babbo Natale e mappe del mondo, ci affidiamo spesso all’idea che il Nord sia un punto fisso, immutabile, a cui tutte le bussole puntano. La geofisica, però, ci ricorda che la realtà è più complessa: esistono due Nord e non coincidono. Il Polo Nord geografico è il punto in cui l’asse di rotazione terrestre incontra la superficie del pianeta, mentre il Polo Nord magnetico è quello verso cui si orienta la nostra bussola. Ed è proprio quest’ultimo a muoversi continuamente sulla superficie della Terra.

Secondo i ricercatori del team INGVambiente, il Polo Nord magnetico è stato localizzato per la prima volta nel 1831 da James Clark Ross e da allora non ha mai smesso di migrare. Nel XIX e XX secolo si spostava lentamente, ma dagli anni ’90 la sua corsa è diventata molto più rapida, arrivando oggi a circa 55 km all’anno, in direzione della Siberia. Questo movimento è il riflesso della complessa attività della geodinamo terrestre: nel nucleo esterno, a circa 3.000 km di profondità, il ferro e il nichel liquidi generano correnti elettriche che producono il campo magnetico, il quale cambia forma ogni volta che le correnti mutano configurazione.

Per noi, questo significa che quando puntiamo una bussola, l’ago non indica il Nord geografico ma quello magnetico, che varia nel tempo. È per questo che carte nautiche e aeronautiche devono essere aggiornate costantemente e che gli strumenti di navigazione devono tener conto della cosiddetta declinazione magnetica, la differenza angolare tra i due Nord.

Ma la dinamica dei poli magnetici non si ferma qui. Il campo terrestre, infatti, ha una lunga storia di inversioni dei poli, l’ultima completa risalente a circa 780.000 anni fa. Durante questi eventi, che avvengono su scale temporali di migliaia di anni, il campo non scompare mai del tutto, ma si riorganizza e si indebolisce temporaneamente. Studi sul paleomagnetismo, come quelli condotti in Italia dal Laboratorio INGV, hanno permesso di ricostruire questi passaggi leggendo le rocce, i sedimenti marini e i basalti solidificati.

Oggi, grazie agli osservatori geomagnetici gestiti dall’INGV in Italia e in Antartide, è possibile monitorare continuamente il Nord magnetico e aggiornare i modelli globali necessari alla navigazione moderna. Così, se Babbo Natale si affidasse alla bussola per trovare la sua casa, verrebbe guidato verso il Polo Nord magnetico, non quello geografico, finendo in un’area dell’Artico diversa da quella della Lapponia! Fortunatamente, le renne non hanno bisogno di strumenti: conoscono sempre la strada.

Il viaggio del Nord magnetico non è solo una curiosità scientifica: ci racconta la dinamica invisibile della Terra, dalla geodinamica profonda fino agli effetti sulla nostra vita quotidiana, dalle comunicazioni globali alla navigazione satellitare. Questo Natale, quindi, mentre ci lasciamo guidare dalle mappe delle fiabe, il team INGVambiente ci ricorda che anche ciò che sembra stabile sul nostro pianeta è in realtà sempre in movimento.

Buone feste e buon viaggio verso il Nord… o verso il Nord magnetico!


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