Governo del territorio e risorse idriche: il ruolo strategico dei geologi nella Calabria dei cambiamenti climatici

Autore Giorgia Rieto | mer, 24 dic 2025 16:50 | Ambiente Geologia Calabria

Il bacino idrografico rappresenta il riferimento naturale per una corretta gestione delle acque


Nel dibattito sul governo del territorio, la pianificazione urbanistica non può più essere affrontata senza un’attenzione centrale alla gestione delle risorse idriche. I cambiamenti climatici in atto stanno infatti modificando profondamente la distribuzione delle precipitazioni, aumentando la frequenza e l’intensità di eventi estremi come alluvioni e periodi di siccità, con conseguenze dirette sulla sicurezza dei territori.

Le piogge intense non producono soltanto fenomeni di esondazione e allagamento, ma rappresentano spesso anche il principale fattore di innesco di frane e instabilità dei versanti. In questo scenario, diventa imprescindibile una pianificazione territoriale fondata su solide basi conoscitive, coerenti con le caratteristiche fisiche e geomorfologiche dei territori.

Il bacino idrografico, inteso come sistema fisiografico unitario, rappresenta il riferimento naturale per una corretta gestione delle acque. Si tratta di un sistema dinamico ed evolutivo che necessita di controllo e monitoraggio costanti. Proprio in quest’ottica, la categoria professionale dei geologi propone da tempo l’istituzione di presidi idrogeologici permanenti, strumenti non strutturali in grado di rafforzare il patrimonio conoscitivo e supportare la definizione di piani di monitoraggio continuo a scala di bacino.

Negli ultimi anni, inoltre, l’evoluzione delle tecnologie digitali ha aperto nuove prospettive nella prevenzione e gestione del rischio idrogeologico. Strumenti innovativi come il monitoraggio satellitare e l’intelligenza artificiale si stanno affermando come soluzioni strategiche per l’analisi di sistemi complessi, offrendo nuove opportunità in termini di simulazione, valutazione e previsione dei fenomeni, a supporto di una pianificazione più efficace e di sistemi di allertamento sempre più avanzati.

Un altro nodo centrale riguarda la gestione delle risorse idriche nei periodi di abbondanza e di scarsità. Governare le acque nell’era dei cambiamenti climatici significa saperle conservare quando sono disponibili, per renderle utilizzabili nei momenti di crisi idrica. Nonostante la Calabria sia potenzialmente ricca di risorse idriche superficiali e sotterranee, la loro effettiva disponibilità risulta spesso limitata a causa dell’irregolarità dei deflussi e delle carenze strutturali delle infrastrutture idriche esistenti.

In questo contesto appare fondamentale potenziare il livello di conoscenza delle risorse e adottare strumenti di pianificazione adattiva, capaci di orientare scelte strategiche mirate alla revisione e al potenziamento delle infrastrutture. Tra le soluzioni possibili rientrano, ad esempio, l’accumulo delle acque superficiali in piccoli e medi serbatoi nei periodi di abbondanza e l’alimentazione delle falde attraverso sistemi di ricarica controllata.

Queste tematiche sono state al centro di un recente incontro tra l’Ordine dei Geologi della Calabria e il Segretario del Distretto Idrografico dell’Appennino Meridionale, dott.ssa Vera Corbelli. Nel corso del confronto è stata sottolineata la rilevanza strategica della pianificazione di bacino sovraordinata, il valore delle competenze tecniche proprie dei geologi e la necessità di dotarsi di strumenti di pianificazione dinamici, capaci di adattarsi all’evoluzione dei fenomeni naturali.

Il tema della sostenibilità assume quindi un ruolo centrale per lo sviluppo della Calabria, non solo in relazione alla gestione del territorio e delle risorse idriche, ma anche per quanto riguarda le grandi opere infrastrutturali. Dalla necessità di reperire materiali per la loro realizzazione, alla complessa gestione dei materiali di risulta derivanti dagli scavi, in particolare nella costruzione di gallerie, il contributo delle competenze geologiche risulta determinante all’interno di un quadro normativo complesso e delicato.

«Da queste considerazioni – sottolinea il presidente dell’Ordine dei Geologi della Calabria, Giovanni Andiloro – emerge con chiarezza come il ruolo del geologo sia oggi di fondamentale importanza ed elevata efficacia operativa. Il geologo contribuisce alla costruzione di quadri conoscitivi accurati del territorio e consente di individuare criticità e opportunità nelle linee programmatiche per la gestione del territorio, delle risorse idriche e delle georisorse, svolgendo un ruolo chiave nei processi di governance orientati allo sviluppo sostenibile».

Un contributo tecnico e scientifico che, oggi più che mai, rappresenta una risorsa strategica per affrontare le sfide imposte dai cambiamenti climatici e per costruire una Calabria più sicura e resiliente.

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