“La Calabria difende il proprio territorio”: verso una legge regionale contro il traffico di rifiuti pericolosi da fuori regione

Autore Giorgia Rieto | mer, 23 lug 2025 08:12 | Rifiuti Calabria

A Crotone oltre 500.000 tonnellate di rifiuti da smaltire


Una legge regionale per dire basta al traffico di rifiuti pericolosi provenienti da altre regioni. È questa la proposta lanciata dal Consigliere Regionale Antonello Talerico, oggi al centro del dibattito pubblico calabrese. Obiettivo: tutelare il territorio e la salute dei cittadini, ponendo un freno al cosiddetto “turismo dei rifiuti”, che da anni trasforma la Calabria in un sito di destinazione per scorie e materiali pericolosi.


Il caso simbolo è Crotone, dove nel solo cantiere delle discariche fronte mare sono già state rimosse e stoccate in sicurezza circa 5.000 tonnellate di rifiuti frammisti, con oltre 294 viaggi di mezzi pesanti. Questi rifiuti sono attualmente sottoposti a caratterizzazione per distinguerli tra pericolosi e non pericolosi. Secondo le stime, altre 500.000 tonnellate di rifiuti non pericolosi verranno trattate e poi smaltite in discariche fuori regione.


Ben più complessa è la gestione delle 360.000 tonnellate di rifiuti speciali pericolosi ancora presenti: di queste, solo 45.000 tonnellate (5.000 già partite, altre 40.000 in programma) saranno destinate all'estero, in particolare in Svezia. Rimangono quindi da destinare oltre 310.000 tonnellate di rifiuti pericolosi, seppur privati di Tenorm e amianto.


Sul fronte più critico, quello legato ai materiali radioattivi e cancerogeni, sono attualmente stoccate 160.000 tonnellate contenenti TENORM (residui radioattivi di origine naturale) e amianto:


  • 112.000 tonnellate contenenti sia TENORM che amianto
  • 48.000 tonnellate con solo TENORM



Per la loro rimozione è necessaria l'autorizzazione prefettizia, ma l'iter operativo è stato finalmente avviato, grazie anche alle sollecitazioni di istituzioni locali e regionali.


“Serve un intervento normativo urgente, che blocchi l'ingresso in Calabria di ulteriori carichi pericolosi da fuori regione”, sottolinea Talerico. La proposta di legge, che potrebbe essere votata in Consiglio Regionale nelle prossime settimane, consente alla Regione di regolare con maggiore rigore l'autorizzazione al trasporto e allo stoccaggio dei rifiuti, nel rispetto dei principi di prossimità, autosufficienza e tutela ambientale, troppo spesso interpretati in modo estensivo.


Nel frattempo, il territorio di Crotone è interessato da numerosi interventi di bonifica, previsti dal Piano 2024–2026 del Commissario Straordinario. In fase avanzata i progetti per il risanamento del tratto costiero tra il Porto, il Fiume Esaro e il Torrente Passovecchio, così come per le aree pubbliche a terra comprese nel SIN (Sito di Interesse Nazionale), dove si procederà alla rimozione o alla messa in sicurezza dei CIC (conglomerati idraulici cementati).


L'azione di risanamento è portata avanti in sinergia tra enti nazionali e locali, tra cui:


  • MASE – Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica
  • ISPRA-SNPA, ISS, ISIN
  • SOGESID SpA, società pubblica di ingegneria ambientale
  • ARPACAL, Regione Calabria, Provincia e Comune di Crotone



Il tutto avviene sotto il coordinamento stabilito dal DPCM del 14 settembre 2023, che ha definito tempi, obiettivi e competenze degli interventi.


Quello in corso è un lavoro storico che guarda alla bonifica e alla rinascita ambientale di un'intera area, troppo a lungo sacrificata. Ma per garantire che non diventi ancora una volta la discarica d'Italia, è ora che la Calabria alzi la voce e difende il proprio diritto a un ambiente sano e sicuro. 

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