Calabria, mare sotto accusa: depurazione inadeguata e foci dei fiumi trasformate in scarichi

Autore Giorgia Rieto | mer, 16 lug 2025 14:06 | Goletta-Verde Mare-Inquinato Reggio-Calabria Ambiente

Il rapporto Goletta Verde 2025

Depurazione carente, foci di fiumi e torrenti ridotte a veri e propri scarichi a cielo aperto, inquinamento costante che minaccia l'ambiente, la salute e l'immagine turistica della Calabria. È la fotografia scattata da Goletta Verde 2025, la storica campagna di Legambiente giunta alla sua 39esima edizione.

Il monitoraggio dell’associazione ambientalista ha analizzato 23 punti lungo le coste calabresi: ben 13 risultano oltre i limiti di legge, con nove classificati come “fortemente inquinati” e quattro come “inquinati”.

Il quadro più preoccupante emerge proprio alle foci dei corsi d'acqua, tradizionalmente punto debole per la depurazione. "I problemi sono noti: scarichi abusivi, depuratori mal funzionanti, mancanza di controlli. È il momento di accelerare davvero, prima che la situazione diventi irreversibile", ha dichiarato Anna Parretta, presidente di Legambiente Calabria, nella conferenza stampa di presentazione dei dati svoltasi a Tropea.

A fare eco alla denuncia anche la portavoce di Goletta Verde, Laura Brambilla: "Le foci dei fiumi sono da anni il nostro tallone d’Achille. Serve una svolta politica e amministrativa. Non possiamo permetterci nuove sanzioni dall’Unione Europea".

Le province più colpite

Il rapporto evidenzia le criticità provincia per provincia.

Vibo Valentia è fra le più colpite: 3 punti su 4 contaminati da inquinamento fecale, con la foce del torrente Murria (Briatico) e del torrente Ruffa (Ricadi) classificate come “fortemente inquinate”. Solo la foce dell’Angitola, a Pizzo, ha superato i test.

Situazione ancora più allarmante a Reggio Calabria, dove tutti e sei i punti analizzati sono risultati oltre i limiti.

Male anche Catanzaro, con tre campionamenti su tre “fuori norma”.

Cosenza si conferma invece la provincia più virtuosa: sei punti monitorati, tutti conformi.

Crotone mostra un quadro misto: due punti puliti e due “fortemente inquinati”.

Mancano i cartelli di divieto

Oltre all’inquinamento, Legambiente denuncia un altro grave problema: la quasi totale assenza di cartelli informativi. Solo alla foce del Crati, nel Cosentino, è stata trovata la segnaletica prevista per legge. In tutti gli altri casi, anche laddove la balneazione è vietata o sconsigliata, nessun avviso per i bagnanti. "Un’omissione grave – hanno commentato i responsabili della campagna – che espone le persone a rischi sanitari".

Gli attivisti ripuliscono i fondali

Accanto alla denuncia, però, anche gesti concreti. Gli attivisti di Goletta Verde, insieme ai subacquei dell’Università della Calabria e ad alcuni operatori balneari, hanno ripulito fondali e spiagge a Formicoli, tra Santa Domenica di Ricadi e Capo Vaticano, recuperando rifiuti ingombranti e plastica. Un messaggio chiaro: "Non solo le coste, anche il mare profondo va protetto".

Il viaggio di Goletta Verde

La storica imbarcazione ambientalista continuerà il suo viaggio lungo la Penisola fino ad agosto, toccando altri porti per promuovere la tutela della biodiversità marina, la lotta alla crisi climatica e la transizione energetica. Quest’anno ci sarà un focus speciale sull’eolico off-shore, considerato uno strumento cruciale per l’indipendenza energetica e la riduzione delle emissioni.


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