"Serve maggiore attenzione e cura"
"Bisogna cambiare il modo di fare cultura e turismo nella nostra regione, poiché nuovi flussi turistici lo impongono. Infatti è il momento di intercettare ogni opportunità anche con la cultura storica dei nostri siti, che possono essere occasione di visite per tanti e non solo a quelle programmate o destinate alla scolaresche. La crescente voglia di camminare dentro i territori e la storia di questi, attraverso i sentieri, determina la necessità di far sì che questi siti possano essere visitabili e non chiusi. L'esperienza fatta da noi attraverso alcuni sentieri, dimostra sia la poca attenzione in alcuni casi alla loro manutenzione, ma anche l'impossibilità di fatto di poter visitare la parte storica o culturale del luogo", lo afferma in una nota Domenico Nava dell'Associazione culturale "Sensazioni Emergenti".
"Così è stato per il facile sentiero di via Repaci a Palmi, dove pur potendo soffermare lo sguardo sulla bellezza della natura e i suoi affacci sul mare, nella stessa maniera non è possibile visitare la casa dello scrittore Antonino Repaci, che se ha lasciato la sua dimora e i terreni al comune di Palmi, certamente l'avrà fatto perché fosse data la possibilità di visitarli da parte di tutti. (Il motivo sembra dato da lavori di cantiere, ma nessuna indicazione di cantiere o di eventuali possibilità di visite da programmare si trovava in zona). Ed è così per tanti altri siti che purtroppo sono anche dimenticati nella proposta e quindi ad uno stimolo di visite turistiche. Citiamo fra i tanti, il caso dei fortini di Pentimele che se pur vicini alla città non possono neanche essere raggiunti per il dissesto stradale e comunque restano chiusi persino a chi potrebbe visitarli attraverso una camminata da sentiero", prosegue la nota.
"Ma anche delle Mura Ellenistiche ed il suo annesso parco di Via Cappuccinelli raggiungibili con la camminata delle "Cento scale" e poi del Trabocchetto. Eppure basterebbe che ogni domenica vi fosse un orario dalle 10 alle 12:30 di apertura da parte delle associazioni, di un incaricato o magari da parte di pensionati volenterosi, per dare l'opportunità di fare emergere le nostre radici storiche insieme alla voglia del camminare. Solo così col giusto contributo è possibile sviluppare e far fruttare anche economicamente l'interesse e la promozione dei luoghi che potrebbero dare ad ogni sito nuove presenze per un turismo diverso, voglioso di conoscere e vivere la tradizione del luogo, della cucina e delle proprie Arti. La trascorsa giornata FAI nella nostra città ne è stato un esempio pratico di conoscenza e diffusione. Servirebbe aprire i punti di informazione turistica che sono stati installati in città e con essi creare informazione e prenotazione di visite ai vari luoghi, con un calendario programmabile, considerando che le possibilità turistiche attualmente, sfruttano spesso i fine settimana, sarebbe un momento che andrebbe certamente dedicato alle loro aperture", conclude Nava.